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La storia di Mark
Ho 45 anni, uomo, sposato da 17 anni, ho un bambino ed una figlia di
11 anni. Sono stato stato attratto dalla pornografia sin dai primi
anni della mia giovinezza, ne ne facevo uso in modo discontinuo. Il
mio uso delle volte era compulsivo; delle volte, invece, volevo solo
andare a cercare qualche nuovo porno. Questi casi erano infrequenti
(circa una volta al mese) e non tali da sentirmi troppo disturbato.
Io avevo nascosto a mia moglie questa mia abitudine alla pornografia,
perché sapevo che lei era molto contraria a tutto questo.
Con l'avvento di internet, poi, le cose sono cambiate. Ora era
disponibile una grande quantità di pornografia gratuita, al solo costo
di una entrata in internet. Poiché non lo volevo usare da casa, lo
usavo dal lavoro. Ho un ufficio privato ed una connessione
veloce. Passavo sempre più tempo cercando porno. Ma questo porno non
era abbastanza; dovevo cercare del nuovo porno. Alla fine ci dedicavo
parecchie ore al giorno. Mi resi conto che avevo bisogno di aiuto. Il
girare dentro internet mi ha portato al concetto di dipendenza dal
sesso, che mi sembrava appropriato per me.
Decisi di andare ad una riunione del Sex Addict Anonymous locale.
All'inizio fu
veramente un grande sollievo: c'erano persone di tutti i tipi con il
mio stesso
problema che parlavano del problema stesso. Era come se i documenti
del SAA fossero stati scritti proprio per me. Loro "avevano capito"!
Tuttavia un mio grande dilemma era che cosa dire a mia moglie.
Ovviamente gli incontri erano di sera ed ogni volta dovevo trovare una
scusa per andarci. Questo ruolo era molto duro per me, e non riuscivo
a decidere se dirlo o no a mia moglie. Intanto (dopo 4 o 5 incontri)
cominciai ad avere dei grossi problemi con il concetto dei
12 scalini di consegnare la mia vita ad un potere superiore. Io ho
avuto una educazione cattolica, ma non la ho mai accettata. Sono un
ateo, e lo sono dall'età di 10 anni.
Provai a convincermi che affidarmi ad un potere superiore potesse
funzionare per me e seguendo le indicazioni sono andato a leggere vari
testi (il potere superiore è la natura; il potere superiore è il
gruppo ecc.).
Ma nessuna di queste ipotesi funzionava per me. Ed ancora non sapevo
che cosa dire a mia moglie. Alla fine smisi di andare agli incontri,
con la determinazione di mantenere la mia astinenza dal porno (il che
è avvenuto per 4 settimane) basandomi solo su me stesso. Non ci sono
riuscito. La settimana successiva non potei proprio resistere alla
tentazione di fare solo una piccola ricerca su internet. E mi sono
smarrito nuovamente. Cercai altre
strade per uscire, leggendo materiale sulla dipendenza in genere. Alla
fine trovai un libro veramente importante, "Mani Roads, One Journey"
di Charlotte Kasl. Essenzialmente è una critica femminista al metodo
dei 12 scalini, ma è anche una discussione molto articolata
circa modi diversi di affrontare la dipendenza. In quel libro si
parlava di "Secular Sobriety" ed i principi esposti erano molto vicini
alla mia filosofia personale. Finalmente avevo trovato qualche cosa
che mi sarebbe stata utile! Ma pure quella non funzionò.
Dentro di me non riuscivo a trovare la motivazione per la mia
sobrietà.
Alla fine, preso dalla disperazione chiamai il numero verde per la
sanità mentale. Dissi a chi mi rispose che ero depresso. Un mese dopo
potei avere un appuntamento con uno psichiatra, e gli dissi tutto. Lui
mi disse di prendere lo Zoloft e di andare da un terapista.
Lo Zoloft mi dava delle nausee orribili, per cui smisi dopo la prima
pillola. Il terapista mi fece sentire meglio. Una settimana dopo il
primo incontro decisi che avrei smesso di usare il porno. Questo
succedeva 2 settimane fa e da allora sto tenendo duro. Questa volta,
per la prima volta, sento che è qualche cosa che potrò fare. Per
sempre. Ma mi manca l'appoggio della gente dei 12 scalini ed io voglio
stare con gente come me, gente che ha problemi di dipendenza da
pornografia ed una filosofia laica che non ha bisogno di un potere
superiore.
Questa è la mia domanda: ci sono altri come me?
Un dipendente è uno che non è capace di smettere di fare qualche cosa
che vorrebbe smettere di fare. Come possiamo spiegare questa
situazione? Se uno "vuole" smettere, perché non smette?.
Questo enigma ci porta naturalmente ad ipotizzare una doppia natura
della personalità del dipendente. Da una parte c'è il Dipendente, la
cui natura vuole/ha bisogno/desidera disperatamente un certo
comportamento o una certa sostanza. Dall'altra c'è il Vero Se Stesso,
la cui natura vuole smettere ed incamminarsi verso una vita normale,
libera dal comportamento/sostanza. Insieme, il Dipendente ed il Vero
Se Stesso costituiscono la Persona Intera.
Ora credo che sia utile capire a quali differenti metodologie di cura
porta questo dualismo.
Per il metodo dei Sex Addict Anonymous, o 12 scalini o altri il
Dipendente e l'Intera Persona sono un'entità unica, senza
differenziazione. La guarigione (che significa smettere) è possibile
solo se l'Intera Persona trasferisce il controllo della sua vita ad
un Potere Superiore. Non c'è alcun Vero Se Stesso che può essere
responsabilizzato ad assumere il controllo Nel metodo di SOS/LSR non
c'è il Dipendente. Il Vero Se Stesso è semplicemente coinvolto in un
comportamento negativo che lui ha bisogno di interrompere. E ciò si
ottiene attraverso educazione e sostegno. Nel metodo RR(Rational
Recovery) il Dipendente è reale e distinto dal Vero Se Stesso. Il
Dipendente è una Bestia, incapace di pensieri razionali elevati, che
vuole solamente comportamento/sostanza ed è capace di fare qualsiasi
cosa per ottenerlo.
Il Dipendente tenta costantemente di trascinare con l'inganno il Vero
Se Stesso in una situazione senza controllo, ed il Vero Se Stesso deve
lottare contro il Dipendente. Il Dipendente deve essere sempre
considerato e trattato con disprezzo dal Vero Se
Stesso.
Nel suo libro, Charlotte Kasl descrive ancora un altro metodo. Il
Dipendente è il Vecchio Sopravvissuto, che ha imparato a lenire il
dolore con la dipendenza da comportamento/sostanza. Il Vero Se Stesso
è il Nuovo Sopravvissuto, che ha imparato (o sta imparando) nuovi modi
per andare avanti. Il Vero Se Stesso dovrà approcciarsi al
Dipendente con cura e riguardo, come ad un bambino che ha subito
violenza.
Questo mi conforta per delle conversazioni immaginarie con me stesso a
varie età (come un bambino spaventato di 5 anni, un goffo ragazzo di
15 anni ecc...), in cui dico ai miei passati me stessi che so che loro
hanno fatto il loro meglio per tirare avanti, e che alla fine tutto
andrà bene.
Questo mi da forza per continuare nella mia
sobrietà.
Mark |
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