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Chi siamo?
Siamo gli iscritti al gruppo
noallapornodipendenza,
persone che stavano per naufragare nella pornodipendenza. Siamo
persone delicate, aggrappate ad un fragile equilibrio interiore. Siamo
dei border line, siamo dei pellegrini in cerca della nostra terra
promessa.
E la nostra terra promessa è ritrovare noi stessi, la stima per noi
stessi, l'amore per noi stessi, l'affetto per noi stessi, la simpatia
per noi stessi.
La dipendenza ci ha tolto tutto questo. Ci ha privato della nostra
essenza. E noi stavamo per perderci totalmente. Il naufragio
definitivo della nostra vita. E poi, poveri naufraghi nel mare
tempestoso della nostra vita, abbiamo trovato il gruppo. La zattera,
ed a lei ci siamo aggrappati con tutte le nostre forze, con tutta la
nostra disperazione. Ed ognuno di noi pensava di essere il solo
naufrago di quell'immenso mare, e mano a mano abbiamo visto arrivare
altri naufraghi ad aggrapparsi alla zattera.
Sempre di più. E più naufraghi si aggrappavano alla zattera, più
questa diveniva forte e sicura. E ad un certo punto la zattera non
solo galleggiava, ma cominciava vagamente a prendere una qualche
direzione. Ed i nostri cuori trepidavano e tremavano per la paura che
tutto finisse. Ed altri naufraghi arrivavano ed i vecchi confortavano
i nuovi, appena arrivati, allo stremo delle forze. Ecco, la nostra
zattera forse sta trovando faticosamente, disordinatamente una rotta
salvifica.
Ora sappiamo che abbiamo la possibilità di salvarci. Sappiamo che
tutto dipenderà da noi, dalla nostra volontà e capacità di amare e
rispettare noi stessi .
Perché questo sito?
per far conoscere il gruppo di auto aiuto,
Perché abbiamo bisogno di verificarci,
per parlare della nostra angoscia,
delle nostre piccole e grandi vittorie,
delle deprimenti scivolate,
dei nostri tentativi di capire perché ci troviamo in questa
condizione,
dell'isolamento in cui si può sprofondare,
delle nostre crisi nei rapporti con i nostri partner,
dei nostri problemi di rendimento sul lavoro,
della perdita dei rapporti con gli amici,
del fascino maledetto di stare davanti a quel monitor a guardare
migliaia di foto,
del mistero delle ore che passano e tu non te ne accorgi,
del senso di frustrazione-mancanza di autostima-rabbia con noi stessi
che ci prende quando agiamo da dipendenti,
dell'assurdo della nostra dipendenza,
del sentirci prendere nel gorgo e temere di non poterne uscire,
del non sentirci capaci di gestire la nostra vita,
della gioia e quasi esaltazione di quando per un periodo riesci ad
uscire dal gorgo,
della profonda soddisfazione di quando la sera vai a dormire e guardi
il computer con distacco e pensi che non è un pericolo per te,
del fatto che una persona dipendente dalle droghe tradizionali
(alcool, eroina, tabacco ecc) in fondo non si vergogna di dirlo (ed in
fondo gli altri -anche i non dipendenti- accettano, capiscono e
commiserano queste dipendenze), ma nessuno di noi se la sente di
parlare in pubblico della nostra malattia nel tentativo di farci
comprendere e di farci commiserare. |
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