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Gentile dottor Costanzo,

le scrivo in riferimento alla intervista da me rilasciata ed andata in onda giovedì scorso durante la sua trasmissione. Nell'intervista, come lei ricorderà, io affrontavo il problema della dipendenza dalla pornografia da internet. Oltre alla descrizione delle caratteristiche e delle conseguenze di questa dipendenza, nell'intervista illustravo brevemente le ipotesi di causa di questa dipendenza. Uso il termine "ipotesi" perché gli studi psicologici, psicanalitici e fisiologici sull'argomento sono ancora agli inizi (il tutto è nato con l'avvento di internet, non più di 10 anni fa').
Nell'intervista, poi, ho detto come questa dipendenza stia assumendo ormai una dimensione di patologia sociale, sottolineando il gravissimo problema della diffusione della dipendenza tra i  giovani ed i giovanissimi.
Ho accennato, in fine, all'esistenza di un gruppo di auto aiuto on line nato nell'aprile dell'anno scorso, che ha ricevuto finora 2800 lettere,  ha 530 iscritti ed una media di 60 contatti giornalieri. Gruppo che è ormai divenuto un punto di riferimento per coloro che studiano a livello professionale questa dipendenza. Ho accennato anche all'esistenza di un sito che dal 25 ottobre ad oggi ha avuto 6.500 contatti.
Ora desidero precisarle che l'unico motivo per cui , in rappresentanza del gruppo di auto aiuto, ho rilasciato le interviste a La7, a Le iene ed alla sua trasmissione è quello di lanciare un messaggio di speranza alle centinaia di migliaia di persone che in Italia sono preda di questa dipendenza. Dipendenza  vissuta in una condizione di assoluta prostrazione, mancanza totale di auto stima e convinzione di essere gli unici, reietti e patologici.
Dopo l'intervista a Le iene il gruppo ha ricevuto un numero notevolissimo di lettere (e di iscrizioni al gruppo), in cui ciascuno descriveva la condizione sopra accennata e ci ringraziava profondamente per aver avuto il coraggio di lanciare il messaggio. E lo stesso è avvenuto nel luglio scorso, dopo che il portale di Libero aveva messo in rete uno special dedicato alla pornodipendenza ed al nostro gruppo. Dopo l'intervista alla sua trasmissione il gruppo ha ricevuto in tutto 2 lettere di nuovi iscritti.

Per spiegare questa diversità di reazione possiamo fare due ipotesi:

1) la sua trasmissione ha una audience molto inferiore a quella de Le iene;

2) i suoi commenti alla intervista ne hanno ridicolizzato e trivializzato il contenuto al punto tale da  vanificare il senso del messaggio che io volevo lanciare.

Poiché la prima ipotesi non è realistica, dobbiamo accettare la seconda.
Ora, lei è troppo intelligente ed attento a cogliere i fenomeni (positivi o negativi, in questo caso negativi) della società per ignorare la gravità, la dimensione e le caratteristiche del fenomeno "pornodipendenza". Ed infatti lei ha accettato di trasmettere l'intervista. Ed allora mi pongo, e le pongo, una domanda molto precisa e pregnante: perchè, pur avendo accettato di trasmettere l'intervista, poi lei ha usato la sua notevole capacità mediatica per ridicolizzarne e trivializzarne il contenuto?
Pubblicherò questa lettera sia sul gruppo che sul sito cui ho accennato sopra e la invierò come "lettera aperta" ai principali organi di stampa.

Cordiali saluti.

Vincenzo Punzi

 

Egregio dottor Costanzo,

ho seguito con molta attenzione la puntata del Maurizio Costanzo show di giovedì 26 Febbraio 2004 e personalmente sono rimasto molto deluso da come è stata interpretata l'intervista effettuata al moderatore del nostro gruppo Vincenzo Punzi. Per quanto può sembrarle strano e a suo parole "delirante", la pornodipendenza esiste veramente. E' una patologia compulsiva che è stata riconosciuta come tale in America solo in questi ultimi due mesi. In Italia non se ne parla ancora perchè non c'è nessun psichiatra- psicologo che conosca a fondo l'argomento. Con questa mia lettera
vorrei farle capire che noi 530 del gruppo noallapornodipendenza non cerchiamo assolutamente di essere per forza capiti, non cerchiamo la televisione per metterci in mostra, bensì cerchiamo solo un modo per uscire dalla nostra dipendenza. Ciò che non è piaciuto nella trasmissione di giovedì scorso è stata la scarsa informazione con cui avete affrontato l'argomento. Non è vero che il 90% di internet è costituito da siti porno e non credo che internet andrebbe chiuso roprio per questo motivo. Il problema è un altro. Il problema vero è proprio, caro signor Costanzo, è la chiusura mentale della vostra generazione nei confronti delle nuove tecnologie. Le posso garantire con sicurezza che internet è costituito da siti porno nella misura del 30-35% e non è assolutamente una macchina infernale come voi avete fatto credere nella puntata di cui sopra.


E' vero anche che questa percentuale è comunque notevole, ma non per questo bisogna fasciarsi la testa prima di cadere. Io, e credo nessun altro del gruppo, non pretende che lei dia delle scuse per ciò che ha detto, quantomeno decidere di affrontare il problema per intero. Quello che le chiedo è di visitare il nostro gruppo, provare a leggere qualche lettera, di provare a comprendere i progressi che sono stati fatti all'interno del nostro gruppo nell'arco di quasi un anno e tramite quest'azione provare a capire cosa è la pornodipendenza. A me personalmente non importa essere ascoltato o essere conosciuto in televisione come forse può anche pensare. La cosa importante, a mio parere è che lei capisca l'errore che ha commesso nel replicare all'intervista del signor Punzi. E' vero le nostre sono anche seghe mentali, ma questo non le dà il diritto, come uomo di spettacolo, di utilizzare certi termini per denigrare ciò che ha cercato di trasmettere il nostro moderatore.

Io sono Stefano, 22 anni, iscritto al gruppo dallo scorso luglio. Il mio nick nel gruppo è boooooh2003 e voglio rimanere anonimo.

Distinti saluti

 

Da: "azazello81<azazello81@yahoo.com>
Data: Ven Feb 27, 2004 2:19 pm
Oggetto: Costanzo

Premetto che non ho mai amato Costanzo e il suo modo di fare televisione, che non ho mai guardato con piacere le puntate del suo show, ma che fino ad oggi mi sono tenuto per me quest'antipatia.
Oggi vorrei esprimere il mio rammarico per come è stato affrontato il tema della porno-dipendenza nella puntata di ieri sera.
Innanzitutto per la presenza in studio di persone totalmente incompetenti in materia ed ignoranti del problema, ma che nonostante questo sono chiamate ad esprimere la loro opinione su argomenti che non li riguardano nè interessano loro minimamente.
Il signor Vespa almeno, quando parla di qualcosa invita persone che abbiano una qualche relazione con la tematica trattata, tuttalpiù con qualche volto noto per snellire la discussione. Non che io sia un simpatizzante di Vespa, ma certamente lo preferisco a Costanzo.
Ieri invece ho asoltato solo un paio di showgirls dire tantissime cazzate, ora zittite ora favorite dal quel panzone biascicante con il suo fare talkshow dittatoriale.

Il risultato è che il mio tragico problema, e quello di centinaia di persone come me, mi è apparso ridicolo, se non addirittura comico.
Costanzo sfotteva i pornodipendenti con il suo buonismo e le sue idee infarcite di luoghi comuni. Credo che il mio cane avrebbe tattato la tematica con maggiore sensibilità.
Se si vuole affrontare un problema, ci si informa e se ne discutete con degli esperti e con persone che sono coinvolte direttamente.
Io sono stufo di questo "opinionismo a tutti i costi" che impera nella televisione italiana e non solo in televisione; quello per cui chiunque si sente autorizzato a dire la sua opinione, non importa quanto superficiale, incompetente e banale, dove le massaie discettano di politica, i cantanti di religione e le teenager di
guerre nucleari. Per carità, ciascuno ha diritto alle proprie idee, è sacrosanto. Personalmente però quando vengo interrogato su una questione che non conosco bene, ho la saggezza di dire che non sono competente in materia; una mia opinione me la faccio dopo aver ascoltato chi è più indentrato, e ci penso due volte prima di mettermi a criticare.
Il sig. Costanzo invece sputa sentenze allo stesso modo in cui sputa saliva, tratta con sufficienza chi la pensa diversamente, usa smorfie e risatine e risolve ogni disputa con i suoi fottutissimi consigli per gli acquisti.
Lo stesso Costanzo che mette in onda obbrobri televisivi come "buona Domenica", che da dieci anni si atteggia a moderatore di discussioni nel suo salotto troppo buono, che sbandiera casi umani, disseziona (con l'aiuto della moglie) emozioni di persone e le mette in vetrina seguendo l'unica, evidente logica dell'audience. Mi permetta persino di ringraziarla, signor Costanzo: grazie a lei il canore RAI mi pare meno oneroso.

Riguardo più specificamente la puntata di ieri sera vorrei dire due parole: io sto cercando di uscire dalla dipendenza dalla pornografia, ma non credo che il porno sia per persone deviate, pervertite. Il porno può essere un piacere per certe persone, un'innocua piccola trasgressione, ma è molto, molto pericoloso per altri. Questo perchè quando finisce nelle mani sbagliate, può causare gravi danni. E le mani in questo caso sono quelle delle persone sole o depresse, quelle di chi ha avuto delusioni, sconfitte. Oppure semplicemente quelle che in un preciso momento della vita sono state vittime della solitudine, e che certo non sono nate "sfigate" o depravate.
I pornodipendenti non sono mostri; non sono pedofili; sono uomini che per loro sfortuna sono lentamente finiti in un tunnel dal quale non riescono più ad uscire.
Inoltre vorrei dire che la sessualità delle persone "normali" non è affatto esente da pensieri e pratiche "perverse" e che molte delle immagini mostrate ieri sera, comprese quelle hentai subito bollate da Costanzo come pedofilia, avrebbero eccitato la maggioranza degli
uomini normali.

Tra le altre cose che ho sentito dire ieri: "Il porno è per persone con poco cultura" . Questo gruppo è frequentato da laureati ,medici psicologi, non certo da avanzi di galera. Io personalmente sono appassionato di letteratura e mi diletto con la musica, passioni che
sono state drammaticamente messe a rischio dall'uso sregolato della pornografia.
Infine vorrei dire al signor Vincenzo che lo stimo ed apprezzo e ringrazio molto. Che il suo intervento è stato l'unica nota positiva della trasmissione di ieri.

Ciro

PS spedirò questa lettera anche alla redazione de Costanzo show.

 

Da: Luca < lucalor63@yahoo.it >
Data: Mer Mar 3, 2004 10:32 am
Oggetto: Intervista al signor Vincenzo Punzi
A: mcs.raccontando@costanzoshow.net

Gentile Dott.Costanzo,

mi è parsa una caduta di stile piuttosto grave la sua, in occasione dell'intervista al Signor Vincenzo Punzi, giovedì scorso.

Come mai lei,che è così attento a cogliere i fenomeni sociali e culturali della nostra società,ha sentito il bisogno di ridicolizzare e fare della fin troppo facile ironia,su di un problema che purtroppo riguarda tanta gente?

Francamente,da persona che segue spesso la sua trasmissione,mi aspettavo qualche cosa di più. Peccato,è un occasione persa...a meno che lei non decida di riprendere il tema,trattandolo con il dovuto rispetto e invitando al dibattito persone competenti.

Diversamente viene da pensare che il tema della "dipendenza" in generale e questo tipo di dipendenza in particolare, la "disturbano" talmente tanto da indurla a fare ciò che ha fatto, cioè mancare profondamente di rispetto a tutti coloro che vivono questo grave disagio.

Da lei non me lo aspettavo.

Distinti saluti.Un telespettatore.

 

Da: "Tommaso B." <nonmollero@yahoo.it>
Data: Mer 3, 2004 8:15 pm
Oggetto: Ho mandato questa lettera a Costanzo

Dottor Costanzo,

Lo stato d'animo delle persone pornodipendenti, é difficilissimo, c'é grande tristezza in fondo a tutte le nostre anime.

Ci creda SIAMO VERAMENTE dipendenti dalla pornografia.

Non siamo, ne gente di poca cultura, ne gente ignorante (io per esempio, come vede mi esprimo perfettamente in italiano, e non sono italiano,come neanche residente in Italia, dunque non sono un extracomunitario che ha imparato l'italiano sgobbando per anni in Italia. L'italiano l'ho imparato durante la mia educazione scolastica, e universitaria).

Dunque, non sono un ignorante, pur essendo pornodipendente.

Il problema di noi pornodipendenti é che siamo stati attirati come farfalle notturne ad una luce artificiale, la quale peró, brucia le ali, ed il pericolo succombe su tutti quei ragazzi che oggi hanno l'opportunitá di usare un pc ed andare in rete (sappiamo che sono tantissimi).

Vedendo che nella sua trasmisione il nostro problema non fu concepito come tale, ma siamo stati alla fine anche derisi, per non parlare delle tonnellate di sarcasmo, e di stiupiditá, provenienti uno da lei e l'altro da quel branco di oche, che non si capisce bene cosa siano venute a fare lí, é chiaro che ci sentiamo offesi, é pieni di rabbia.

Cordiali saluti.

 

Gentile Dott. Costanzo,

Le lettere si iniziano sempre cosi' , è uno strascico di ipocrisia che ci portiamo avanti da quando è nata la comunicazione per corrispondenza.
Mi chiamo Max, sono un ragazzo  di 25 anni. Laureato dirigente d' azienda che ne ha viste tante e tante ne ha superate.
Dal piccolo pulpito della mia tastiera le scrivo due righe seppur cosciente del fatto che saranno filtrate da qualcuno della sua redazione in quanto sono sicuro che lei di computer , cybermedia ,
tecnologie moderne e loro implicazioni sulla società non capisce un broccolo, figuriamoci se si legge le e-mail degli spettatori.
Le scrivo in relazione all' intervista sulla pornodipendenza fatta a Vincenzo Punzi poco tempo fa. In fondo le scrivo in relazione a mille interviste in cui lei metteva in piazza le vicende ed a volte i
dolori di persone non sempre equilibrate per poi deriderli o ridicolizzarli con commenti banali e qualunquisti.
Considerando la stima che lei ha in se stesso non credo affatto che mi darà ascolto, credo comunque che sia opportuno comunicarle che una minoranza delle persone che guarda il suo talk show ha ancora una forte capacità di giudizio individuale e che spesso alcuni, come me,
si sentono in imbarazzo al Suo posto per come affronta tematiche delicate e vere. Non vado a scavare nelle motivazioni pseudo politico-morali che la spingono ad agire in un certo modo le dico soltanto che il pubblico che assiste alla sua trasmissione è sempre piu' ignorante sempre meno libero, sempre meno italiano perchè quello che va in onda ogni notte è nient'altro che la parodia di un format americano in cui la madre che ha tradito il padre con il figlio che è transessuale dice al mondo intero che lei è lesbica e che in verità ama sua sorella che purtroppo è malata di aids.
Ci siamo capiti....a volte sarebbe molto più dignitoso dire "hey scusami ma non me la sento di parlare del tuo problema perché veramente, venendo da un’ altra ERA non saprei che dire" piuttosto che provare ad essere un tuttologo di dubbia fama.

P.S. Quel tizio con i capelli lunghi che canta le canzoni strane mi fa ridere

Max

 

 

 

 

 


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