-
“La clinica psicoanalitica deve consistere
non soltanto nell’interrogare l’analisi
ma anche nell’interrogare gli analisti,
affinché si rendano conto di quanto rischio
ci sia nella loro pratica”.
-
Jacques Lacan
-
-
Gli esperti
- La pornografia è una falsa, ingannevole, pericolosa e violenta
rappresentazione della realtà.
- La dipendenza dalla pornografia crea un disagio estremo nel
dipendente e nelle persone che hanno rapporti d’amore con lui.
Questa dipendenza è un fenomeno assolutamente nuovo: la prima
persona che ne ha parlato in modo strutturato è stata Kymberly Young
nel 1995. Pochi anni fa. A prescindere che da allora è uscito
moltissimo materiale, esiste (dovrebbe esistere) la
sensibilità, la conoscenza delle pulsioni umane reali, la scelta
etica ed estetica, il rifiuto di qualsiasi pregiudizio nei riguardi
della donna, il dovere professionale di informarsi.
- Gli “esperti” di cui si parla in questo file dicono cose
sbagliate ed ingannevoli in relazione alla pornografia ed alla
dipendenza dalla pornografia. Le cose che dicono gli esperti sono
sbagliate a causa della loro ignoranza sull’argomento ed a causa dei loro
pregiudizi socio-culturali.
- La cosa grave è che loro parlano della nostra vita più intima,
delle nostre emozioni più sacre.
-
-
-
http://www.stradanove.net/news/testi/novita-99b/ndir0411992.html
-
-
-
Marcello Perrotta,
62 anni, vive e lavora a Firenze e ha due figli, Luca e Marco.
Psicologo, psicoterapeuta, si è occupato per molti anni di problemi
dell'infanzia e dell'adolescenza. Dirige insieme a Roberta Giommi
l'Istituto Internazionale di Sessuologia, dove è titolare degli
insegnamenti di psicoterapia e metodologia dell'Educazione Sessuale.
-
-
"La pornografia? Meglio un libro di educazione sessuale"
Intervista al dottor Marcello Perrotta dell'Istituto Nazionale di
Sessuologia di Firenze
-
CREDE
CHE L'APPROCCIO A RIVISTE E VIDEOCASSETTE pornografiche rientri
nella normalità del comportamento umano o è legato a qualche
disturbo della personalità?
L'approccio alla pornografia è normale quando viene a mancare
una possibilità diversa di conoscenza, ad esempio la lettura di
libri di educazione sessuale consigliati dai genitori dei ragazzi.
La curiosità sessuale è un passaggio normale.
L'approccio alla pornografia ha motivazioni diverse per uomini e
donne?
Hanno la stessa motivazione, che è quella del desiderio di
conoscenza. Come già detto, questo desiderio di scoperta e
conoscenza è un passaggio che fa parte integrante dello sviluppo dei
ragazzi e delle ragazze.
La pornografia può - e se può, in che misura - aiutare lo
sviluppo sereno dello sviluppo della sessualità degli adolescenti.
In caso contrario, quali danni rischia di provocare?
E' evidente che la pornografia, soprattutto quella più
esasperata, può dare un'idea della sessualità che non è quella
corretta. Mi riferisco ad esempio alle forme di pornografia violenta
o a quella che fa utilizzo di animali. In questi casi i ragazzi e le
ragazze rischiano di formarsi un'idea deviata, difficilmente
recuperabile.
Esistono dei casi di dipendenza dalla pornografia, esattamente
come qualunque altra forma di dipendenza da sostanze tossiche? In
questi casi che cosa si può fare?
No, direi che veri e propri casi di dipendenza non esistono. Ci
sono alcuni casi in cui il consumo di riviste o videocassette è
molto alto, però non parlerei di dipendenza. In questi casi,
comunque, il nostro centro aiuta i soggetti ad indagare sulle
motivazioni di questo uso così frequente di materiale porno, per
capire in che modo poter porre rimedio.
Quale tipo di consiglio si sente di dare invece ai ragazzi che si
avvicinano alla pornografia?
Il consiglio è quello di avvicinarsi alla conoscenza della
sessualità attraverso un mezzo diverso da quello della pornografia.
Per chi sceglie comunque di avvicinarsi alla pornografia, il mio
consiglio è quello di farne un uso moderato, senza che questa
diventi la fonte principale di conoscenza.
Quale tipo di atteggiamento consiglia di tenere ai genitori che
'scoprono' i figli interessati alla pornografia?
Mi sento di dare lo stesso consiglio: comperate ai vostri figli
dei buoni libri di sessuologia. Sapranno vivere la loro sessualità
con più serenità.
-
4 novembre 1999
-
.
-
se abbiamo ben capito, questo è il suo
pensiero, dottor Perrotta:
-
1)
L’approccio alla pornografia come normale alternativa alla lettura
di
-
libri di
educazione sessuale;
-
2)
La
pornografia come desiderio di conoscenza;
-
3)
Non
esistono casi di dipendenza dalla pornografia;
-
4)
Il consiglio
ai ragazzi: fate un uso moderato della pornografia;
-
5)
Il consiglio
ai genitori che scoprono i figli “interessati” alla pornografia:
-
comperate
loro dei buoni libri di sessuologia.
-
-
Dottor
Perrotta, l’idea che lei si occupi di problemi dell’infanzia e
dell’adolescenza e di educazione sessuale mi mette una profonda
rabbia ed una profonda angoscia.
-
http://news2000.libero.it/noi2000/ne41.html
-
- Il Dott. Bernorio

- Specialista in ginecologia , psicoterapeuta , segretario
dell'Associazione Italiana Sessuologia e Psicologia Applicata (
Aispa ). Esperto in problematiche relative alla sessualità e
alla relazione di coppia, svolge attività clinica, formativa e di
ricerca a Milano. Ha partecipato dal 1998 al 2000 in qualità di
esperto e supervisore scientifico alla trasmissione radiofonica "
Capriccio " (in onda su RTL102,5 la domenica sera) dedicata alla
trattazione di tematiche sulla sessualità. Svolge saltuariamente da
alcuni anni divulgazione medica sulla salute, la sessualità e la
coppia in diversi periodici nazionali
Il dottor Bernorio è anche l'esperto di problemi inerenti la
sessualità, che opera sul portale di Libero. Riportiamo un suo
sventurato consiglio (segnalatoci da Emanuela) rivolto a Tiziana,
che aveva scoperto l'archivio porno del suo uomo
Insieme al suo consiglio riportiamo alcuni commenti del gruppo.
Da: Emanuela <amaresemplicemente@yahoo.it>
Data: Gio Set 4, 2003 10:10 pm
Oggetto: Il parere dell'esperto!
-
Cari amici tutti,
-
vi raggiungo con un articolo che ho appena letto (e
che forse anche molti di voi hanno già visionato) sulle Notizie di
Libero.
-
Mi sembra un confronto tra "l'esperto della teoria"
e noi "esperti(?) per esperienza"....su un problema che domina il
portale del gruppo in questi ultimi giorni.
-
Come si fa presto a sminuire o sdrammatizzare un
...potenziale problema.
-
Mi sembrano troppo semplicistiche e poco
professionali le sue risposte, non approfondisce, ...mi sembra
solo preoccupato di non creare assurdi allarmismi, di
ridimensionare il problema dentro confini "accettabili"....
-
Risponde da "uomo" e si sente!!!!....non cerca
neppure di mettersi nei panni di Tiziana....anzi!
-
Se questi sono gli aiuti che arrivano dagli
"addetti ai lavori"....siamo messi bene!
-
Caro dottore.....un consiglio anche da me:
-
FATTI TROVARE da tua moglie, compagna,
fidanzata....davanti al monitor mentre ti guardi un filmino o
immagini porno.....magari mentre ti tocchi o ti masturbi......e
prova a guardarla negli occhi.....
-
Il seguito ce lo racconterai tu nella tua prossima
lettera che sicuramente "potrebbe" essere molto diversa da quella
che hai scritto per Tiziana.
-
Emanuela
-
-
Lui ama il porno e
lei che fa?
.............................
-
Recentemente ho scoperto un file di immagini
pornografiche in una cartella del computer del mio partner. Tutte
immagini di ragazze giovanissime in posizioni volgari e disgustose.
Ho resistito alla tentazione di cancellare il file, ma sono ancora
disturbata dalla scoperta. Siamo stati assieme per 7 anni, ma ora
non posso fare a meno di pensare che egli sia una persona nauseante.
Lei cosa ne pensa?
Tiziana
Cara Tiziana, c'è un vecchio
detto molto saggio che dice
"l'immondizia
di un uomo è un tesoro per un altro uomo". Ciò che a te sembra
volgare e
disgustoso può essere nel tuo
caso la via d'accesso al
piacere
sessuale per il tuo partner. Sebbene tu dica che queste sono ragazze
molto giovani, io suppongo (e spero) che siano in realtà immagini
pornografiche di donne
adulte quantomeno
maggiorenni. Se all'opposto
esse fossero realmente immagini di
minorenni, il tuo partner
sta vacillando al limite della
legalità
e tu avresti qualcosa di più di cui preoccuparti che una tua
personale sensazione di fastidio verso le immagini contro cui stai
combattendo. Ma restiamo nell'ipotesi più ottimistica. Io mi rendo
conto che per te e per le molte
donne
che scoprono la presenza di immagini
pornografiche sul computer
(o altrove) del proprio compagno, questo possa rappresentare uno
shock. Puoi sentirti tradita. Puoi anche provare reazioni del tipo:
"Non sono abbastanza per lui? Non sono sufficientemente
carina?
Preferirebbe avere rapporti con loro anziché con me?". Lascia che ti
rassicuri sul fatto che in tempi e culture diverse, gli uomini hanno
sempre sbirciato e sbirceranno immagini di donne carine,
nude o vestite che esse
siano. E tipicamente, ciò non ha niente a che vedere con i loro
sentimenti e con la loro attrazione per le proprie
partner. Probabilmente
potrebbe aver riservato il suo
file
di immagini
per i suoi momenti individuali più
privati,
lontano dalla donna reale che apprezza o che ama. Semplicemente
conservate, le
immagini porno sono spesso
solo una chiave di accesso alla
fantasia.
Esse esistono e sono utilizzate da uomini (ma anche donne) come
stimolo sessuale
utile ad attivare lo stato di eccitazione. A meno che lui trascorra
intere ore davanti a tali immagini e non ne possa fare a meno per
eccitarsi, ti consiglierei di soprassedere dalla tua modalità
inquisitoria.
Perché non proporgli magari di farti degli scatti con una
macchina digitale
da conservare nel suo archivio segreto? Potresti così trasformare
ciò che temi in un piacevole gioco erotico utile a rinsaldare la
vostra intimità.
- 3
settembre 2003
Da:"germano_occhipinti"
Data: Gio Set 4, 2003 11:23 pm
Oggetto: Il parere dell'esperto!
Con rispetto parlando, il dott. Bernorio non ha capito un cazzo e
non sa quanto possa essere pericoloso quello che ha scritto nella
sua lettera, che sarà letta da migliaia di persone (basta che
nell'articolo di libero ci sia la parola "porno" per farlo cliccare
da folle di gente) che si sentiranno legittimate, nel caso facciano
uso di pornografia, dato che anche un illustre dottore ha detto che
non è grave, ma è normale. Un bel passo indietro per tutti quelli
che stavano iniziando a prendere coscienza del loro problema.
Se questo è il livello degli psicologi di grido in Italia
attualmente, io medito di smettere di fare l'ingegnere ed aprire un
mio studio anch'io, peggio di cosi' non credo di poter fare...
Germano
-
-
Da: "Purify"
Data: Thursday, September 04, 2003 10:10
PM
Oggetto: Il parere dell'esperto!
Hai perfettamente ragione, Emanuela.
- Questo
pezzo della risposta dell' "esperto" mi ha particolarmente colpito:
<<Probabilmente potrebbe aver riservato il
suo file di immagini per i suoi momenti individuali più privati ,
lontano dalla donna reale che apprezza o che ama. Semplicemente
conservate, le
immagini porno
sono
spesso solo una chiave di accesso alla fantasia . Esse esistono e
sono utilizzate da uomini (ma anche donne) come stimolo sessuale
utile ad attivare lo stato di eccitazione. >>
- Mi ha
fatto ripensare ai miei 2 Gigabyte in archivio cancellati con un
piccolissimo distruttivo click... e i due cd che ho spezzato in due
(anzi, in quattromila pezzi, perchè uno al posto di spaccarsi si è
sbriciolato): se ripenso a tutto questo ben di Dio che ho buttato mi
do del cretino... ma perché non l'ho conosciuto prima questo
espertone!?! Era la mia porticina privata di accesso alla fantasia,
e non l'ho capito... ma che razza di cervello ho? Con tutte le scuse
che mi proponeva per non cancellarlo, questa della "chiave di
accesso alla fantasia" non me l'aveva ancora proposta... si vede che
anche da pornodipendente mi vergognavo troppo per propormela...
- Se questo
è un esperto in sesso, io sono esperto in viaggi di esplorazione su
Marte.
-
Ciao,Federico
Da: "capitano_nemo_61"
Data: Ven Set 5, 2003 11:03 am
Oggetto: Il parere dell'esperto!
Ciao Emanuela, sono Mauro, sostanzialmente sono d'accordo con te e
con tutti gli altri che l'articolo sia solo una ridicola e perfino
puerile difesa all'animale UOMO, poi il distinguo se la/le ragazze
possano o meno essere maggiorenni per non sconfinare nella
ILLEGALITA' a mio avviso da' la sensazione che manchi totalmente il
buonsenso !!!
Vorrei venire a conoscenza se il dottor Bernocchio trovasse sul suo
PC di casa (ammesso e non concesso che non lo sia gia'...) parecchie
cartelle di foto e filmini pornografici scaricati dalla sua compagna
o peggio dai suo figli/e resterebbe impassibile come per il dramma
di Tiziana, che non lo ha neppure sfiorato, anzi sembra che tra le
righe sia scritto : E' TUTTO NORMALE, L'ANORMALE SEI TU CHE NON
CAPISCI !!!
Marco sono superd'accordo che le nostre lettere vengano recapitate
all'Egr.io dottor Bernocchio, non solo per fargli capire l'errore
che ha commesso, ma anche perche' faccia la nostra conoscienza e si
renda conto che il DRAMMA e' per molti.
Ciao Emanuela, ciao Marco, e ciao a tutti.
Mauro.
-
Da:
boooooh2003
Data: Ven Set 5, 2003 2:38 pm
Oggetto: Il parere dell'esperto!
Beh, che dire. L'articolo parla da solo. Questa è un'ulteriore
dimostrazione del fatto che in Italia il problema non si conosce
ancora a fondo. Mi domando come è possibile che diano il permesso di
pubblicare atti di ignoranza assoluta come in questa caso.
Caro Dottore, si immedesimi nei panni di Tiziana, o meglio venga a
trovare questo gruppo, forse capirà molte più cose di quante crede
di saperne.
Stefano
-
Da: "gioele02"
-
Data: Ven Set
5, 2003 2:31 pm
Oggetto: Ma è fuori di testa?
versione 2.0
Scusate se insisto su questo tema dell'articolo del dott. Roberto
Bernorio. Ma continua a girarmi per la testa soprattutto
pensando che a codesto dottore si affidano persone che hanno
problemi. E costui dispensa i suoi consigli con l'autorità di essere
appunto "dottore".
L'articolo è in se un cumulo di sciocchezze se non fosse per
quell'ultima frase... ma ve lo immaginate?... il nostro invita
l'amica Tiziana (ti nomino amica d'ufficio di tutti noi), la invita
a farsi fotografare e poi mettere 'ste foto insieme a quelle delle
lolite di suo marito.
Così che quando questo si fa le pippe guardando le giovincelle che
magari prendono due, tre, quattro uomini contemporaneamente... a un
certo punto ZAC! e viene fuori la foto della moglie!! ...E caro
dottore, come suggerisce di fare queste foto? Completamente nuda? O
in guepiere? A gambe larghe, magari con qualche giocattolo in
lattice? E perché non invitare qualche parente o qualche amico così
da rendere tutto più... realistico??
L'amica Tiziana le ha detto che trova quelle foto volgari e
disgustose... e lei non sa suggerire di meglio che si trasformi lei
stessa un una pornostar?
Lei dice che questo rinsalderebbe la loro intimità.
Caro dottore mi consenta di dirle che lei sarà pure un ottimo
ginecologo ed esimio presidente di tante emerite associazioni, ma di
cosa sia l'amore e l'erotismo e di cosa sia la pornodipendenza, che
dell'amore e dell'erotismo sono la negazione, bè... di tutto ciò lei
pare non avere la minima
cognizione.
Non ci vuole certo una laurea per capire la bestialità di tutto ciò
è sufficiente un po' di buon senso e di umanità.
Per Marco: fai di tutto per trovare l'amica Tiziana, forse gli amici
di Libero potrebbero darti una mano.
Se no magari va a finire che si fa fotografare sul serio... perché
"l'ha detto il dottore". :-(
Un saluto a tutti e a Tiziana se ci può leggere
Carlo
-
Da: "Marco"
Data: Dom Set 7, 2003 9:45 pm
- Noi
sappiamo che la pornodipendenza è un fenomeno molto più diffuso di
quello che appare. Noi sappiamo che noi 400 siamo solo la punta
emergente di un iceberg di dimensioni molto, molto più grandi.
- Perché il
professore ed alcuni di noi hanno deciso a priori che il partner di
Tiziana non è un pornodipendente?
Se Tiziana avesse scritto "Caro professore, il mio partner passa le
ore a guardare la pornografia su internet. Il che mi provoca un
disagio estremo e, dopo aver scoperto il suo computer pieno di
"immagini pornografiche" (sono parole del professore), ho provato un
tremendo "shock" (è una parola del professore) e non riesco a vedere
in lui la persona che finora ho conosciuto". E Tiziana praticamente
ha scritto questo, solo in modo più angosciato. Se Tiziana avesse
scritto questo, avremmo ugualmente approvato la risposta del
professore?
- E se
Tiziana avesse scritto la sua lettera al nostro gruppo, come altre
Tiziana hanno scritto, avremmo risposto come il professore?
- E poi,
quella affermazione maschilista che considera l'uso della
pornografia da parte degli uomini un fatto da accettare normalmente,
aprioristicamente. Pensate che la categorica affermazione "in tempi
e culture diverse, gli uomini hanno sempre sbirciato e sbirceranno
immagini di donne carine, nude o vestite che esse siano" possa
essere in qualche modo di sollievo per Tiziana e, volendo fare un
discorso limitato a noi, potrebbe esserlo per le donne che hanno
scritto al nostro gruppo?
- E poi
pensate che per Tiziana l'affermazione che il suo partner abbia
"riservato il suo file di immagini per i suoi momenti individuali
più privati , lontano dalla donna reale che apprezza o che ama"
possa in qualche modo tranquillizzarla?
- E poi, mi
sembra che riservare i miei momenti individuali più privati
(dimensione artistica personale, ricordo del mio passato, mie
emozioni sfumate ed inneffabili, considerazioni intime sulla mia
vita, ecc) ai miei file di immagini pornografiche sia la descrizione
esatta di noi pornodipendenti, prima della nostra presa di
coscienza.
- E poi,
l'immondizia è immondizia. E chi ama l'immondizia è un coprofago.
Checché ne dica il relativismo del professor Bernorio.
- Marco
Da: "gioele02"
Data: Lun Set 8, 2003 7:38 pm
Oggetto: È incredibile
Non dice nulla di significativo, è un "consiglio" che uno può
ricevere dal barbiere o dal salumaio sotto casa... non ha niente di
"esperto".
Un "lascia perdere", un "non ci fare caso 'sti maschi sono tutti
voyeur" che sono degni delle chiacchiere tra comari e non di uno
dei più frequentati portali d'Italia.
Ma nel cumulo di banalità ispirate da un relativismo fariseo il
nostro è capace di infilare delle vere perle di saggezza, non torno
sull'invito all'amica Tiziana a farsi fotografare in desabillé, ma
sentite cosa dice a proposito delle foto: "[...] io suppongo (e
spero) che siano in realtà immagini pornografiche di donne adulte
quantomeno maggiorenni. Se all'opposto esse fossero realmente
immagini di minorenni, il tuo partner sta vacillando al limite della
legalità [...]"!!
Non dice che è immorale guardare foto di bambine... non che è indice
di un qualche disturbo della personalità... scaricare foto di
minorenni! No è solo illegale! Come evadere le tasse, o parcheggiare
sul marciapiede.
Da: "marcuslibar"
Data: Dom Set 7, 2003 11:58 am
Oggetto: per Tiziana e gli "IO
CONCORDO"
Forse dico una cosa ovvia, ma l'esperto è stato superficiale e
pressapochista (e non so se potesse far di meglio) perchè ha voluto
sminuire, smorzare e quindi non ascoltare il senso di frustrazione
di Tiziana che si è trovata di fronte alle altre donne di suo
marito. In pose innocenti o artistiche ma comunque sempre "altre"
rispetto a lei.
Tiziana si è semplicemente sentita tradita. Forse a voi non fa nè
caldo nè freddo che il vostro/a compagno/a custodisca nel computer
immagini di altri uomini/donne in pose plastiche, nè che si giri a
guardare le altre/gli altri quando camminate insieme sul
marciapiede.
Provate a pensare a che sorta di ricettacolo sia il nostro computer:
fa anche da comò (desktop) a lato del letto sul quale teniamo il
giornale o le riviste o i libri che frequentiamo, e le foto. Non c'è
posto per tre nel letto amenochè non siate poligami/e. Per me
tradire è già dipendere.
a presto
marco.
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http://www.cedostar.it/internet_e_altro.htm
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Ilaria Caremani

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psicologa
Cura sito web
www.cedostar.it. Gestione Progetti.
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Ilaria Caremani non è “cattiva”, è solo
“ignorante” (nel senso che ignora l'argomento di cui scrive). E
quindi è costretta a ripetere pedissequamente concetti che altri
hanno scritto, senza preoccuparsi di verificarne la veridicità o
meno. E poi nel finale del pezzo la sua “ignoranza” diviene farsa.
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Vediamo:
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Relativamente alla dipendenza da computer e
da Internet, bisogna precisare che non tutte le persone che li
usano ne diventano poi dipendenti. Nelle case, sul posto di lavoro
e a scuola, milioni di persone ogni giorno spediscono le loro
e-mail, ricercano dati per i loro studi e affari, si tengono
aggiornati, ecc. Questo tipo di utente non resta alzato tutta la
notte per colloquiare nelle chat line, né va a trucidare draghi
nei giochi interattivi bensì continuano a prestare attenzione alle
relazioni che hanno nella vita reale e non si sottraggono ai loro
obblighi e alla loro responsabilità quotidiane.
-
-
Una
precisazione di cui sentivamo profondamente il bisogno, a cui mai
avremmo pensato. Come dire: relativamente all'alcoolismo,
bisogna precisare che non tutte le persone che a tavola si fanno
un bicchierozzo di vino diventano poi alcoolisti.
-
-
Eppure, ogni giorno un numero sempre maggiore
di utenti e di loro familiari viene fuori con racconti angosciosi
di vite sfuggite a ogni controllo. Per queste persone, il solo
fatto di digitare la propria password ha dato origine a una serie
di grossi problemi nel momento in cui sono arrivati a considerare
Internet non come uno strumento tecnologico, ma come una
tentazione tecnologica questa,
seriamente, è una bella definizione.
-
-
La maggior parte degli studi condotti
sull'argomento hanno dimostrato che:
-
-
- molti Internet-dipendenti avevano già
significativi problemi emotivi
-
-
credo che
tutti, cioè tutte le persone del mondo abbiano problemi emotivi
-
-
o psichiatrici ancora prima di essersi mai
collegati alla rete;
-
-
e chi lo ha
detto? Nel nostro gruppo ci sono 1500 iscritti e mi sembra che
nessuno di noi abbia parlato di problemi psichiatrici. A meno che
si intendano tali i nostri difficili vissuti familiari. Ma credo
che il 99,9 per cento delle persone ha avuto difficoltà di
rapporti familiari
-
-
- molti Internet-dipendenti sono ex
alcolisti o ex tossicodipendenti;
-
-
e chi lo
ha detto? In base a quale reale statistica si afferma questo?
-
-
- gli uomini e donne fanno uso del mondo
on line in modo molto diverso: i primi sono più orientati verso le
fonti di informazione (le donne,
invece, sono sceme),
giochi interattivi di tipo aggressivo, spazi chat sessualmente
espliciti e cyberpornografia, le seconde prediligono le chat room
per allacciare amicizie che diano qualche tipo di sostegno, per
cercare un'avventura romantica
-
-
le donne
sono sempre più romantiche e meno sporcaccione degli uomini, le
donne non frequentano le
chat erotiche, vero Ilaria?
-
-
o per lamentarsi dei mariti
-
-
le donne sono sempre delle grandi
chiacchierone e non hanno una vita autonoma come gli uomini,
vero Ilaria?
-
-
Le donne, inoltre, vivono con sollievo il
fatto che nessuna persona incontrata in Rete possa conoscere il
loro aspetto fisico
-
-
ah, queste
donne così fatue, che si preoccupano sempre del loro aspetto
esteriore; non come gli uomini, che non si preoccupano
minimamente del loro aspetto fisico! Io ho la sensazione che i
risultati degli studi di cui parla Ilaria non siano fatti in base
ad una analisi reale della chat, ma in base agli ormai stanchi ed
ammuffiti stereotipi maschio/femmina;
-
-
-
molti Internet-dipendenti adottano in Rete personalità
diverse
-
-
prima di tutto è bene distinguere tra
la chat e la pornodipendenza (dove ciascuno è quello che è); e poi
ci sarebbe da domandarsi in che misura la personalità assunta in
chat non corrisponda in qualche modo a pulsioni segrete e mai
confessate;
-
-
- è sbagliato credere che tutti gli
Internet-dipendenti siano timidi, molti di loro sono infatti
estroversi e sicuri di sé;
-
-
può anche essere, ma come si può
dimostrare?;
-
-
- tra gli Internet-dipendenti la negazione
del problema è molto diffusa, come peraltro lo è per qualunque
tipo di dipendenza
-
-
I danni più frequenti provocati da tale tipo
di dipendenza sono:
-
-
1. obesità, legata non solo al poco
movimento, ma anche all'abitudine di “spiluccare” snack e
merendine davanti al monitor; oppure perdita di appetito, legata
all'estraniazione del mondo reale
-
-
qui siamo entrati veramente nel
subliminale;
-
-
2. dolori articolari
-
-
io
soffro di dolori reumatici da quando andavo all'università e non
ho verificato nessun acuirsi, almeno fino ad ora, di questi
dolori;
-
-
3. danni alla vista
-
-
ma
scusa, Ilaria, dopo quanto tempo succede questo? Io per 6 anni ho
trascorso ore ed ore davanti al computer alla ricerca di
quegli osceni santini e la mia vista, fino ad oggi, non si è
abbassata di un grado;
-
-
4. vertigini e senso di nausea
-
-
certo,
vertigini psicologiche per la follia di aver trascorso follemente
tutte quelle ore, nausea e rigetto (alla fine della seduta) per
quelle maledette immagini;
-
-
5. alienazione
-
-
qui,
invece, siamo alla farsa. La nostra ineffabile Ilaria, tra i danni
“più frequenti”, dopo le merendine, gli occhiali, i dolori
reumatici, gli improbabili conati di vomito, dopo questi ti butta
lì con disinvolta nonchalance enumerativa ALIENAZIONE, senza
–evidentemente- rendersi conto della tragicità del termine e
senza sapere che l'alienazione è il danno assoluto per i
dipendenti.
-
-
Come si usa dire: “di tutt'erba
un fascio”;
-
-
e difficoltà familiari, conseguenti
all'acuirsi delle carenze comunicative che si registrano tra i
dipendenti della rete
-
-
il dramma di
non riuscire più ad avere un rapporto psicologico, affettivo,
fisico con il nostro partner; di avere quasi fastidio per il suo
corpo; di sentirsi un traditore; di vivere nel terrore (e nello
stesso tempo nella speranza) che lei/lui ci scopra; di vedere
il nostro partner che entra sempre di più in una situazione di
disperazione: tutto queste cose sono “difficoltà familiari”.
-
-
Ilaria ha
fatto un elenco molto puntuale dei “danni più frequenti” e però
si è dimenticata di qualche altro piccolo, marginale “danno”:
-
-
1.
crollo totale della propria autostima;
-
-
2.
sfiducia progressiva nella nostra capacità di gestire la nostra
-
vita;
-
-
3.
senso profondo di vergogna verso il mondo esterno:
-
-
4.
bollette telefoniche o carte di credito sempre più costose;
-
-
5.
impossibilità di applicazione e di rendimento al lavoro ed allo
-
studio;
-
-
6.
progressivo isolamento dal mondo esterno;
-
-
7.
sensazione dolorosa di vedere la nostra vita sbriciolarsi tra le
-
nostre mani;
-
-
8.
incapacità di vedere le donne in modo diverso che da un
-
oggetto
pornografico.
-
-
Ilaria, vai da
coloro che ti hanno dato le informazioni per scrivere il tuo
articolo e dì loro che sono dei cialtroni.
-
-
La cosa
abbastanza inspiegabile, poi, è che se andate nel sito, vedrete
che in realtà l’articolo si divide in due parti: teledipendenza e
dipendenza da computer e da internet. Dove circa la
teledipendenza si dicono tutta una serie di cose, forti e
decisamente interessanti, che potrebbero perfettamente essere
utilizzate per descrivere in modo compiuto la pornodipendenza.
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Mio
marito guarda film pornografici [
09/01/2003 ]
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Marco Focchi m.focchi@gruppozeromilano.net
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Ho ventinove
anni, sono sposata da tre e ho una figlia di due anni. Con mio
marito mi sono sempre trovata bene, anche se a unirci non è stata la
passione ma piuttosto il progetto di costruzione della famiglia, il
desiderio di avere una casa e dei figli. La nostra vita si è svolta
senza intoppi finché un giorno, facendo ordine in un ripostiglio, ho
trovato un vero e proprio deposito di film pornografici, una
collezione di decine e decine di cassette. Mi è crollato addosso il
mondo. Ho tuttavia cercato di parlarne con mio marito ma lui elude
l'argomento: dice che vi ha fatto ricorso per un breve periodo,
quando ero in gravidanza e non potevo avere rapporti sessuali. Il
che non è vero: innanzi tutto per la ricchezza e la varietà della
collezione che mi sono trovata sotto gli occhi, in secondo luogo
perché mi sono accorta che i film vengono spesso riavvolti. E' nato
in me un rifiuto che mi ha allontanato dall'intimità sessuale con
lui e da lui come persona, che sento affetto da una patologia per me
inaccettabile.
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Devo dire che il punto difficile nella
situazione che mi esponi mi sembra la vostra difficoltà a chiarire
un problema che, di per sé, non presenta caratteri patologici.
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non è patologico
passare le ore davanti ad un monitor con il cazzo in mano,
masturbandosi compulsivamente, stando attento a non venire?
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Tuo marito si è appassionato a dei film
pornografici,
-
lei ha mai visto
un film pornografico? una donna con un pene davanti, uno didietro,
uno in bocca, uno in una mano, uno nell'altra: appassionato? è un
pornodipendente!
-
ma questo è un tratto che ha in comune con una
grande quantità di uomini che non sono per questo né perversi né
depravati
-
e perché non
dovrebbero esserlo? solo perché tanti uomini si comportano nello
stesso modo? non è una ragione sufficiente. Un vero "esperto"
dovrebbe motivarlo con argomentazioni un pò meno tautologiche
-
Non mi sentirei di definire patologico il
comportamento di una persona semplicemente in base al fatto che è un
fruitore di film pornografici.
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"semplicemente":
ma lei ha mai sentito parlare di "dipendenza dalla pornografia"? Se
lei vuole, le invio pagine e pagine di bibliografia sull'argomento.
Se poi vuole saperne di più dia uno sguardo alle7000 lettere del
nostro gruppo.
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Mi domando piuttosto come mai non riusciate ad
affrontare tra voi serenamente il problema. Perché tuo marito elude
le tue domande?
-
Ecco che
comincia la colpevolizzazione maschile della donna: Nausica, che
cosa è che non va in te per cui tuo marito si rivolge alla
pornografia ed elude le tue domande? Evidentemente tu non davi a lui
quello che lui voleva.
-
Rispetto a quale ideale nasce in te c'è un
senso di delusione che non riesci a superare?
-
quale ideale?
l'ideale di una donna che all'improvviso scopre che l'uomo con cui
ha deciso di dividere la propria vita, con cui ha fatto una figlia è
un uomo che dedica le sue attenzioni a migliaia di immagini false e
violente
-
Il vostro problema non mi sembra di
perversione o di ossessioni erotiche, ma di comunicazione.
-
Comunicazione di
che? Non è lui che ha parlato a lei della sua dipendenza e lei non
lo ha accettato. E' stata lei che lo ha scoperto e lui ha negato.
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Da un lato, è come se tu avessi emesso una
condanna prima di dare spazio alla difesa: quando scrivi "Ho
tuttavia cercato di parlarne con mio marito" ti esprimi mostrando
che in te il giudizio si era già formato.
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Quindi, secondo
lei, Nausica non doveva parlarne con il marito. Non doveva chiedere
spiegazione di quel suo comportamento
-
Dall'altro lato, per quanto riguarda tuo
marito, c'è invece un aspetto della vita erotica, e forse non solo
di quella, che non riesce a condividere con te e che ti dà un senso
di esclusione.
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Ma perdio,
dottor Focchi, ma lei nemmeno le legge le lettere a cui è pagato
per rispondere: Nausica le ha detto "ho trovato un vero e proprio
deposito di film pornografici, una collezione di decine e decine di
cassette". Ma che dovrebbe fare Nausica, mettersi davanti al monitor
insieme al marito e masturbarlo per ore? E poi lei, addirittura, si
permette di insinuare un ulteriore dubbio: e forse non solo di
quella.
-
Forse se lui ti avesse parlato prima della sua
inclinazione tu non avresti reagito così.
-
Ma lui,
purtroppo (e da pornodipendente capisco perfettamente il suo
atteggiamento), non lo ha fatto. E Nausica si è trovata sola di
fronte alla montagna di immondizia a cui il marito, come lei dice è
"appassionato".
-
Forse se tu non lo avessi condannato prima di
parlargli
-
Dottor Focchi,
Nausica ha scritto in italiano (non in etrusco, lingua ancora non
ben decifrata) le seguenti parole” ho tuttavia cercato di parlarne
con mio marito ma lui elude l'argomento”. Ha capito dottor Focchi?
-
lui non si sarebbe chiuso in quel modo
-
lui non si è
"chiuso in quel modo", lui ha eluso l'argomento ed ha mentito con
la fandonia della gravidanza.
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Credo che il vostro, più che un problema di
sessuologia, sia un problema di terapia di coppia.
-
Dottor Focchi,
le fornisco questa informazione: la dipendenza dalla pornografia non
ha nulla a che vedere con problemi di sessuologia o di rapporti di
coppia. Questi problemi sono la conseguenza, non la causa
della dipendenza. Se vuole, le porto centinaia di testimonianze in
questo senso.
-
Dottor Focchi,
lei poteva rispondere: “non so che risponderti”. Ed invece lei,
leggendo la lettera a suo uso e consumo, ha risposto stoltamente,
sulla base di una pigra inerzia psichica maschile. Dottor Focchi,
quel poveraccio (e dico poveraccio con un senso di partecipazione
all'angoscia) masturba il suo pene con la pornografia da internet,
lei continua a masturbare il suo cervello con la sua colpevole
ignoranza maschile!
-
-
Il dottor
Focchi è psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista, Docente
dell'Istituto Freudiano di Milano
-
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http://www.encanta.it/psicologia_sesso.html
-
-
risponde il dr.
Vincenzo Masini

-
professore a contratto presso le Università di
Palermo,
-
Trapani, "La Sapienza", l'Università Pontifica
Salesiana,
-
la L.U.M.S.A., la SISS delle Università del
Lazio e della Toscana, l'Università per gli Stranieri di Perugia,
RomaTre
-
e l'Università di Siena, è il direttore del
progetto Prevenire è Possibile.
-
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La dipendenza sessuale
-
"Sono un ragazzo di 33 anni che
vive da solo ormai da 4 anni e che da molti anni soffre da una sorta
di ossessione masturbativa, che oggi scopro essere una malattia
abbastanza diffusa chiamata dipendenza sessuale. Leggo che certi
ricchi attori americani si sono fatti ricoverare, ma io che abito in
provincia non so a chi rivolgermi. A dire il vero la mia vita
sessuale è nata molto presto, all'età di circa 4-5 anni legata a
compulsioni masochistiche. (…) Con il tempo questa pratica
masturbatoria frequente non è diminuita, né si è spenta la fantasia
masochistica che anzi si è alimentata con giornaletti di settore.
Successivamente ho in parte realizzato alcune di queste fantasie (da
solo), legandomi da solo, giocando con mollette, realizzando
fantasiose attrezzature per "punizioni" da impartirmi e altre cose
che vedevo su giornaletti. Ad un certo punto ho fatto anche la
scoperta delle droghe leggere e trovato che sotto il loro effetto mi
era più facile la dissociazione e quindi poi il raggiungimento
erotico. Sotto le droghe una parte di me era aguzzino ed una parte
vittima e le due interagivano tra loro. Infine ciliegina sulla torta
scoperto Internet che mi permette tramite chat di coinvolgere
persone non al fine di incontrarle sul serio ma di rendere le mie
fantasie sempre più vicino al reale. Inutile dire che sono entrato
in una forma di schiavitù vera, questa volta, fatta di cerimoniali,
di voglie represse e altrettanti sensi di colpa per gli atti che
turbano la mia vita affettiva e sessuale con la partner. L'avere ad
un certo modo due vite, una pubblica ed una privata toglie
entusiasmo all'atto sessuale fatto con la partner che si sente (ed è
in effetti) poco desiderata. Sono distaccato nel farlo. Spesso
mentre compio l'atto sessuale penso alle mia fantasie. C'è in più il
fatto che il non riuscire a trattenermi dal giocherellare con il mio
sesso alle volte si accompagna dall'evitare l'orgasmo per paura di
pregiudicare la mia prestazione sessuale con la partner ma
ovviamente in questo modo sortisco il risultato altrettanto
pregiudizievole di irritarmi l'organo genitale. Quindi poi cerco di
evitare il confronto con la mia partner che sa tutto ma che non lo
accetta ovviamente, di buon grado e si è molto raffreddata nei miei
confronti perché sente che faccio l'amore soprattutto per
accontentare lei, mentre per me il mio vero piacere è giocare come
sto raccontando. Ho anche notato che se per un certo periodo mi
astengo e poi faccio l'amore con la mia partner, il giorno dopo la
voglia compulsiva è fortissima per cui mi dedico al mio rituale,
anche perché sono contento di avere gratificato la mia partner per
un po' e quindi di poter tornare al mio gusto di sempre... magari
solo per un poco... come mi dico ben sapendo che non sarà così. Il
mio rituale ideale oggi è quello di essere di fronte ad Internet,
nudo, sigaretta che mi ricorda lo spinello che evito di proposito di
comprare perché so che quando ce l'ho non riesco a controllarmi
(anche se sarebbe il massimo). Contatto le persone in chat mi offro
come schiavo, parliamo di quello che si può fare ma senza la reale
intenzione di procedere nell'incontro solo per interagire e rendere
un po' più reale la mia fantasia. Tra l'altro mancando in chat le
donne dominatrici mi devo rassegnare a contattare maschi che non è
certo la stessa cosa ma sempre qualcosa per rendere le mie fantasie
più coinvolgenti. Oppure telefono alle persone che trovo negli
annunci (in questo caso donne) che cercano un ragazzo per matrimonio
o altro e instauro chiacchiere mentre mi masturbo ma senza farlo
capire.. Mi piace pensare che veramente le incontrerò, che
pregiudico in questo caso il mio rapporto ma poi quando l'orgasmo
sopraggiunge anche la ragione ritorna e naturalmente mi pento. Così,
per un po' mi fermo ma poi.... il ciclo riprende. Ho provato ad
interrompere questo ciclo recentemente e ci sono riuscito (15 giorni
di mancata masturbazione... il mio record) ma siccome ero
carichissimo appena mi è sembrato che la mia partner mi negasse una
uscita un po' per ripicca un po' per altro ho ripreso nella mia
pratica disgraziata. Soprattutto quando arrivano degli agenti
esterni, ansia, tensione (parte della giornata lavoro da solo in
casa) o altro il masturbarmi rappresenta la via per assentarmi da
me, dai miei problemi, anche solo per un momento che diventa molto
più tempo, un comodo rifugio dove riposarmi. Inutile dire la mia
frustrazione non solo per il rapporto affettivo ma per la mia
persona. Coltivo sogni e ambizioni artistiche ma poi la sera o
quando sono libero passo il mio tempo con il pene in mano come un
cretino. Ma come immaginate ...è più forte di me. Che fare? Mi
rivolgo a voi in attesa di una risposta".
-
-
Tanto per cominciare
dovresti cambiare l'account con cui scrivi, "***" (N.d.R. l'account
è il nome di un noto personaggio mascherato del mondo dei fumetti),
per tre motivi:
1) non è bello né artisticamente intrigante, anzi è un po' ovvio
2) si cominciano i cambiamenti dalle piccole cose non dalle grandi
3) sarà probabilmente conosciuto e, se vuoi cambiare, devi uscire da
un certo giro.
-
Poi è necessario
che il tuo processo di masturbazione verbale si rinsecchisca, scrivi
meno e sii più sintetico, soprattutto quando scrivi a persone che
conoscono gli argomenti di cui tratti e che non hanno bisogno di
informazioni così dettagliate:
-
aumentano la confusione e mettono in secondo piano
gli elementi che conducono ai veri problemi.
-
Terza cosa: prima di
spedire questa e mail, rileggo con cura e modifico quanto scrivo
perché la comunicazione estemporanea è una forma di sublimazione di
sé e non un rapporto autentico.
-
Alla fine
la sublimazione può essere più comoda del rapporto e questa è la
radice della perversione. È come vedere un video che riprende una
spiaggia, invece che esserci e fare il bagno. Dopo aver riletto
confermo che tutto ciò che ho detto significa ciò che ho detto.
Vincenzo Masini
-
-
Tanto
per cominciare dovresti cambiare l'account con cui scrivi
-
Come
si dice comunemente: “chi ben comincia è a metà dell'opera”. Dottor
Masini, il ragazzo è disperato, non riesce più a gestire la sua
vita, le dice “sono entrato in una forma di schiavitù vera” e lei
come prima cosa gli dice di cambiare il nick name, perché non è
bello né artisticamente intrigante. Ma, dottor Masini, ma che cazzo
gliene può fregare al ragazzo di cambiare quello stupido ed
insignificante nick name.
-
Poi
è necessario che il tuo processo di masturbazione verbale si
rinsecchisca,
-
Ma
come si permette lei di usare con quel ragazzo il termine
masturbazione verbale quando è proprio la masturbazione il suo
problema totale: una sorta di ossessione masturbativa. E poi lei gli
dice
scrivi meno e sii più sintetico. Ma come, il ragazzo ha
finalmente preso coscienza, ha accettato di avere il problema (e
lei dovrebbe sapere che è questo il primo grande passo), ha preso la
rincorsa e, con il cuore in mano, le ha raccontato tutta la sua
storia di angoscia e disperazione (e lei dovrebbe sapere quanto è
terapeutico raccontare per esteso la propria storia; perchè lui la
storia in realtà non la ha raccontata a lei, dottor Masini, ma a se
stesso) e lei lo blocca dicendogli di essere più sintetico. E poi,
per fare sprofondare ancora di più il ragazzo, sale in cattedra e
gli dice soprattutto quando scrivi a persone che conoscono
gli argomenti di cui tratti
-
certo, il fatto che lui abbia la sfrontatezza di descrivere il suo
rituale ideale (con tutti i suoi particolari) a persone come lei
che non hanno bisogno di informazioni così dettagliate, per lei è
offensivo. Mentre invece il ragazzo voleva, con un inizio di atto
liberatorio, oggettivizzare quei rituali, li descriveva così
minutamente a lei per iniziare a guardarli dal di fuori, nella loro
oscena drammaticità. Voleva “prendere le distanze” da quei
comportamenti.
-
Aumentano la confusione:
la confusione della sua mente confusa, dottor Masini, che finora
non è riuscito a dire a quel ragazzo una sola parola che in qualche
modo potesse alleviargli la pene e potesse fargli intravedere una
seppur vaga possibilità di salvezza. …
-
mettono in secondo piano gli elementi che conducono ai veri problemi.
Ma cavolo, dottor Masini! ma lei le legge
le lettere a cui risponde? I “veri problemi” glieli ha descritti il
ragazzo con mirabile lucidità e capacità di sintesi : il masturbarmi
rappresenta la via per assentarmi da me, dai miei problemi, anche
solo per un momento che diventa molto più tempo, un comodo rifugio
dove riposarmi. E lei non gli dice nemmeno: bravo, malgrado la tua
angoscia hai capito da dove devi partire per recuperare te stesso,
per recuperare la tua vita!
-
E
poi, gli ultimi due paragrafi: il vaniloquio assoluto. Non vale
nemmeno la pena di commentarli.
-
Io
ho una sola speranza, dottor Masini, che quel povero, eroico ragazzo
non abbia letto la sua risposta.
-
-
Da: "vivalavita1980"
Data: Mar Lu 6, 2004
11:28 pm
Oggetto: Ogg: i
pornografi
Ho letto l'intervento
del dottor Masini e credo di poter trarre le
seguenti conclusioni:
- non sono uno psichiatra,
ma avendo alle spalle 4 anni di
psicoterapia le assicuro
che questo tono inquisitorio è più adatto
ad un Presidente della
Corte d'Assise d'Appello che non ad una
persona che dovrebbe
aiutare qualcuno;
- scambiare la forma di
masturbazione sessuale per masturbazione
verbale è qualcosa
contrario a qualunque legge della psicologia,
giacchè dalla lettera si
comprende chiaramente che il ragazzo ha
sviluppato anche sintomi
nevrotici e la prima forma di sfogo per una persona in questa
difficoltà è scendere nei minimi particolari (che comunque è
sempre meglio dell'altra strada spesso intrapresa da tali
persone, cioè del non dire alcunché)...d'altronde basta
assistere ad una delle prime sedute di psicoterapia di un
ragazzo per rendersi conto di questo;
- non è il ragazzo che deve
essere conciso per mettere in evidenza
il problema, ma è chi sta
dall'altra parte che deve saper
estrapolare la difficoltà
ed indicare un percorso opportuno per
cercare di uscire dal
problema, giacché spesso la persona in
difficoltà ha cognizione
solo del sintomo ma non della causa;
- il resto che lei ha
scritto potrebbe far tranquillamente parte
della sua Apologia o, più
concretamente, di un'Operetta morale.
Frase storica:"Dopo aver
riletto confermo che tutto ciò che ho detto significa ciò che ho
detto": Egregio Professore, quel ragazzo nella sua tremenda
difficoltà è solo un'innocente....spero che lo sia anche lei.
-
Dottor Masini, tu non sai assolutamente nulla dell’argomento,
eppure ne parli. Con il risultato di vanificare completamente lo
sforzo di sincerità compiuto dal ragazzo di 33 anni. Ed usi
parole come “sublimazione” o “perversione”...
-
-
Il dottor Vincenzo
Masini è docente presso le Università di Palermo, Trapani, "La
Sapienza", l'Università Pontificia Salesiana, la L.U.M.S.A. e Roma
Tre, è il direttore del progetto "Prevenire è Possibile”.
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http://news2000.libero.it/speciali/sp78/pg3.html
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Sex
addiction terapia
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Guarire dalla dipendenza sessuale è possibile
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Uomini e donne che vivono ossessionati dal sesso e dalle
fantasie sessuali: in
Italia sono il 6%, secondo una stima dell'Organizzazione mondiale
della sanità. Insomma, oltre 3 milioni e 400mila persone che
vivono il sesso in
modo patologico, proprio
come se fosse una droga. Ogni momento della giornata è scandito da
pensieri a sfondo erotico, senza stanno male, diventano aggrressivi,
soffrono di nausee e vertigini. La
Siipac (Società Italiana
di Intervento sulle Patologie Compulsive) e il Cedis (Centro
di ricerca e trattamento per la dipendenza sessuale) sono due centri
specializzati per il trattamento della dipendenza sessuale.
-
Il
prof.
Cesare Guerreschi,

-
fondatore del
Siipac, ha spiegato: «Attualmente il centro ha in cura un
centinaio di persone dipendenti dalle chat erotiche, le
più invasive a livello di dipendenza, e trenta pazienti
sessodipendenti, i più restii a curarsi».
Perché le chat erotiche sono
le più invasive a livello di
dipendenza?
Le chat
erotiche hanno un grosso potere di instaurare una dipendenza
principalmente per due motivi, che risiedono in due caratteristiche
delle chat stesse: l'evasione dalla realtà e l'immediata
accessibilità. Le chat line, e più in generale internet, offrono un
eccellente strumento di evasione dalla realtà e di fuga dal
quotidiano. Il mondo virtuale è una realtà parallela in cui si può
interagire con gli altri senza essere riconosciuti, dove si può
esprimere la propria personalità liberamente senza paura di essere
giudicati. È per questo che le chat sono così affollate da pedofili
o da individui che presentano altre perversioni. In chat si assume
spesso un'identità fittizia, si possono giocare ruoli inventati e
dare libero sfogo alle proprie fantasie. L'immediata accessibilità
dello strumento è un'altra caratteristica che facilita l'instaurarsi
della dipendenza, infatti stando semplicemente seduti a casa nostra
si può entrare in un mondo dove non esistono limiti di spazio o
tempo, dove si può interagire con un numero illimitato di persone
senza spostarsi né essere visti da nessuno, nel totale anonimato.
Perché le persone con
dipendenze sessuali
sono le più restie a curarsi?
Innanzi tutto per decidere di curarsi è necessario riconoscere di
avere un problema, di dipendere da qualcosa, sia esso una sostanza o
un comportamento. Questo riconoscimento diventa ancor più difficile
se l'oggetto della dipendenza è un comportamento, in questo caso
normale come il sesso. Il sesso è un bisogno innato nell'uomo e le
persone con dipendenza sessuale fanno inizialmente fatica a
comprendere come
il sesso
rappresenti per loro un problema, al pari delle droghe per i
tossicodipendenti. Inoltre, nel momento in cui acquisiscono questa
consapevolezza e decidono di intraprendere un percorso di
cambiamento, sono spesso inibiti da sensi di vergogna nel rivelare i
loro comportamenti. Essi hanno difficoltà nel parlare liberamente
del loro problema anche in un contesto di psicoterapia, a causa dei
principi etici e morali che la società ci trasmette.
Ho visto che esistono diversi categorie diagnostiche: quali sono
le più frequenti?
Le tipologie di dipendenza sessuale che ho incontrato con più
frequenza sono quelle legate alla fruizione di chat erotiche, sia
individuali che di gruppo.
Qual è la percentuale di successo della terapia e quanto tempo è
necessario per guarire?
(A esclusione di disturbi di natura neurologica insorte dopo
traumi)
La percentuale di successo e il tempo necessario dipendono
strettamente da diversi fattori:
- La motivazione del soggetto, cioè quanto egli ha preso coscienza
del problema e quanto è forte la spinta a volerlo superare
- Da quanto tempo il soggetto ha sviluppato la dipendenza, quindi
quanto questa si sia stabilizzata nella sua vita
- Dalla partecipazione della famiglia. La famiglia è una risorsa
molto importante nella risoluzione di disturbi da dipendenza. Essa è
profondamente coinvolta nel problema del soggetto, anche se in
apparenza la dipendenza dal sesso sembra un disturbo del tutto
intimo e privato. È per questo che si trova spesso una certa
resistenza alla richiesta di coinvolgere l'intera famiglia nel
processo riabilitativo, ma è importante ribadire come essa sia
invece un'ottima chiave d'intervento nel lavoro terapeutico, che
sicuramente accresce le probabilità di ottenere un successo
-
Il
prof. Guerreschi ha fatto una lunga, precisa e circostanziata
analisi della nostra dipendenza e poi, però, se ne esce con questa
cosa folle della partecipazione della famiglia: moglie, figli, zii,
nonni, nipoti, tutti coinvolti nell'opera di guarigione.
-
Prof Guerreschi, come fa lei a non sapere che per noi
pornodipendenti il solo dirlo alla nostra compagna rappresenta una
difficoltà quasi insormontabile. E poi, tutta questa gente che cosa
dovrebbe o potrebbe fare per aiutarmi ad uscirne?
-
A
meno che per “famiglia” non intenda la moglie (o il marito). Ma in
questo caso mi pare assolutamente necessario precisarlo.
-
- L'intervento farmacologico. Laddove
si siano sviluppati anche dei disturbi psicofisici, la
somministrazione di farmaci adeguati risulta molto utile per la
buona riuscita della terapia.
-
Ma
di quali farmaci lei va farneticando, signor professore? Lei forse
allude al bromuro che si dava ai soldati di leva per far si che non
andassero troppo a mignotte? Prof Guerreschi, la dipendenza è una
cosa seria, una follia del nostro cervello ferito da chissà quali
traumi. Se la dipendenza ci fa diventare psicotici, il che può
succedere, allora entriamo in una ben diversa, dal punto di vista
qualitativo e quantitativo, patologia.
-
In generale, se si vuole dare un
tempo approssimativo necessario alla guarigione, possiamo indicare
un periodo compreso tra i 12 e i 18 mesi.
-
Cosa è per lei il tempo di “guarigione”:
-
-
Il momento da cui si è preso coscienza della malattia
ed il momento in cui “sentiamo” di essere, in qualche modo, liberi;
pur non escludendo possibilità di ricadute?
-
-
La stima fatta dal terapeuta circa la durata della
terapia, dopo la quale il paziente dovrà proseguire da solo nel
lavoro di recupero?
-
-
Il periodo di tempo che va dalla condizione di totale
dipendenza alla condizione di dipendenza controllata?
-
All'inizio della domanda lei cita tutta una serie di fattori dai
quali dipende il tempo di guarigione. Ed alla fine, invece, lei da
una quantificazione precisa: un anno/un anno e mezzo. In base a
quali dati lei ora quantifica questo tempo? Lei ha mai sentito
parlare di tremende ricadute dopo 3,4 mesi di sobrietà?
-
Costa molto sottoporsi a
una terapia? Lo Stato partecipa o sono costi che i privati
sostengono al 100%?
Lo Stato partecipa in parte: la Asl può infatti riconoscere la
dipendenza sessuale esaminando la relazione che il terapeuta si
impegna a presentare. In questo caso la Asl rimborsa tutti i costi
delle terapie che, dopo un iniziale inquadramento diagnostico, sono
di 68 euro a settimana.
Che età hanno in media le
persone
che si rivolgono al Siipac?
Possiamo dire che hanno una media approssimativa di 38-40 anni.
-
Ad
una domanda non interessante non è obbligatorio rispondere in modo
altrettanto non interessante. L'età media di un
pornodipendente è un dato non significativo ai fini di una
conoscenza ulteriore del fenomeno. In base ai dati che possiamo
ricavare dalle lettere degli iscritti al nostro gruppo, ritengo che
l'età dei pornodipendenti vada dai 12 anni in avanti. La fruizione
della pornografia su internet inizia anche prima, ma senza che
-probabilmente- sia ancora sorta il fenomeno della dipendenza.
-
Io
credo, prof. Guerreschi, che se lei leggesse le 7000 lettere del
nostro gruppo, probabilmente avrebbe un po' meno
certezze.
-
-
Cesare Guerreschi
-
Psicologo - Psicoterapeuta,
Supervisore Clinico
Formatore Manageriale
Esperto per problemi di alcol, farmaci e gioco d'azzardo
Ideatore e Presidente S.I.I.Pa.C.
(Società Italiana Interventi sulle Patologia Compulsive)
Ideatore e fondatore della Comunità Terapeutica per il
Gioco d'Azzardo Patologico
-
-
http://www.psicolinea.it/c_o_l/questioni_di_sex.htm
-
-
Dottor Walter La Gatta
-
Psicologo psicoterapeuta in Ancona
Titolare di Rubriche di consulenza psicologica on line
Autore di libri su Salute e Benessere
CONSULENTE SESSUALE E DI COPPIA
Conduce seminari di sviluppo personale
ESPERTO IN PSICOLOGIA DEL LAVORO
-
-
-
PORNODIPENDENZA
-
Le
pongo il mio problema, che è iniziato circa tre anni fà. Credo di
essere internet-porno dipendente!
-
Ho 37 anni sono sposato da 4 anni e
sono papà di una bimba di 18 mesi. Svolgo la professione di
ragioniere commercialista e collaboro cono uno studio di consulenza
da circa 12 anni. In ufficio mi trovo per la maggior parte della
giornata da solo e qui "consumo" il mio tempo nel seguente modo:
tutti i giorni scarico una certa quantità di clips porno sul PC
dell'ufficio. Durante i download ne visualizzo il contenuto, essi mi
procurano una forte eccitazione, mi masturbo ripetutamente
raggiungendo diversi orgasmi fino a stancarmi, dopo qualche giorno
con (un certo disgusto) elimino il materiale porno dal PC e mi
riprometto di non farlo più, ma...... il giorno seguente ricomincio
tutto da capo. Arrivo a trascorrere anche fino a 6-7 ore al giorno.
Sono entrato in un circolo vizioso dove la parte "sana" di me non
riesce a controllare quella "viziata", tutto ciò mi crea problemi
nel quotidiano, poichè mi ritrovo con il lavoro arretrato e da
qualche tempo trascuro "sessualmente" mia moglie, oltre ad una certa
disistima di me.
-
Sono disperato! Vi prego di darmi
una risposta con qualche indicazione in merito.
-
Vi ringrazio anticipatamente una
risposta.
-
C.
-
Gentile C.
-
Che il lavoro di ragioniere commercialista non sia
molto creativo lo si sapeva, ma che per rompere la routine i
commercialisti escogitassero un metodo di questo genere non era
scontato… A parte la battuta, penso che la soluzione stia
nell’interrompere i suoi rituali. Cambiando orari ed abitudini,
riuscirà a superare questa ossessione del download porno. Lei però è
preoccupato o infelice per qualche altra cosa e questo giochino non
è altro che la sua personalissima ‘droga’ per non pensare. Vale la
pena concentrarsi meglio sui problemi che stanno a monte : è stanco
del suo lavoro? Si sente poso realizzato? Non prova più attrazione
per sua moglie? Cosa c’è che non va?
-
Ci pensi. Cordiali saluti.
-
Dott. Walter La Gatta Ancona
-
-
Io credo che il dottor La Gatta giochi a fare lo
scemo. A meno che, drammaticamente, non giochi...E non so quale può
essere l'ipotesi più tragica per i suoi pazienti. Dunque. Il povero
C. gli ha scritto una lettera (che è identica alle migliaia di
lettere che abbiamo ricevuto nel gruppo), dove scrive "Sono entrato
in un circolo vizioso dove la parte "sana" di me non riesce a
controllare quella "viziata". E lui, lo psicologo psicoterapeuta in
Ancona, gli dice che la soluzione è smettere di guardare la
pornografia: il problema di C. è che non riesce a smettere di
guardare pornografia e lui, in Ancona, gli dice che la soluzione è
smettere di guardare la pornografia.
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Graaaaaaaazieeeeee signor autore di libri su salute e
benessere. La sua capacità di intuire a prima vista un problema ed
indicare la soluzione del problema stesso, questa sua capacità è
veramente sorprendente.
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CHAT EROTICHE
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ho scoperto sulla posta elettronica
del mio fidanzato che da pochi giorni si e' iscritto ad un sito
straniero di chat erotiche. La sera, quando torna a casa, a
qualsiasi ora si connette in internet e fa "giochini porno" con una
giovane fanciulla che nuda fa quello che lui le chiede. Ovviamente a
pagamento...
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Appena torna a casa a pranzo
controlla che lei non abbia scritto, le scrive circa il loro
appuntamento notturno. Fin qui potevo anche dire che era il
"desiderio di porno" comune a molti uomini.
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Ma ieri ha avuto difficolta' di
raggiungere l'erezione con me. La nostra intesa sessuale e' sempre
stata perfetta: passionale, fantasiosa, senza tabu'. Siamo
innamorati e soddisfatti. Ho 31 e lui 28. Ho paura che questo suo
"gioco online" vada a minare il nostro rapporto da un lato; d'altro
lato mi domando il perché....
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Rita
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Gentile Rita,
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Provi a fare lei, gratis, quello che l’altra fa a pagamento. Se poi
lui ha la passione di vedere queste cose sullo schermo del PC, basta
attrezzarsi. Provi a proporgli questo gioco.
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In ogni caso, parlatene apertamente. Cordiali saluti.
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Dott. Walter La Gatta Ancona
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Dottor Walter Ancona, lei è un vero, distillato,
greve e volgare pornografo. Profondamente e colpevolmente ignorante
circa la problematica della pornodipendenza. A questo punto credo
che la seconda ipotesi da me avanzata nella lettera precedente sia
la più realistica.
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http://www.encanta.it/psicologia44.html
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risponde il
dr.
Vincenzo Masini
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Perché gli uomini guardano i porno,
domanda una lettrice. Senza eccessi, fa parte della natura maschile.
Una passione da lasciare vivere senza stressare, e stressarsi.
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Perchè gli uomini guardano i porno?
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“Può
sembrare un domanda stupida... ma da un po’ di tempo un dubbio mi
gira spesso per la testa... e visto che con il mio ragazzo ho un
dialogo molto aperto e parliamo molto, un po’ di tempo fa gli ho
chiesto (semplicemente per curiosità e per capire meglio ‘l'universo
maschile’) perche gli uomini sento il bisogno di guardare materiale
porno anche se hanno la ragazza e una vita sessuale
soddisfacente...? Un mio caro amico confidandosi mi raccontava che
lui stesso non capiva perchè quando aveva la ragazza e andava più
che bene a tutti i livelli era quasi ossessionato dal porno...
quando invece si sono lasciati non ci pensava più... io ho detto al
mio ragazzo che non ho ancora conosciuto un uomo che non guardasse
regolarmente o quasi i porno e che sono arrivata a pensare quello
che da una vita mi dice mia mamma cioè che gli uomini sono
geneticamente diversi dalle donne e che è normale che guardino i
porno o che guardino ‘le belle ragazze che passano’ con occhio
diverso da come potremmo noi guardare un ragazzo e in più mi diceva
che noi donne dovremmo accettare che gli uomini prima o poi fanno le
corna... possono passare anche anni ma prima o poi lo fanno....... a
me faceva male sentire quelle cose... non potevo credere che sulla
faccia della terra non esistesse un uomo che si salvasse da questa
‘legge naturale’ che sembrava che giustificasse l'uomo... ma
tornando al discorso dei porno, il mio ragazzo mi ha detto che
secondo lui, i ragazzi che guardano i porno quando hanno la ragazza,
è perché sono insoddisfatti… allora io gli ho detto che quindi TUTTI
gli uomini sono insoddisfatti!
Il sesso fa parte di
noi e non bisogna vederlo come qualcosa di sporco ma come un dono di
Dio! per questo vorrei capirci di più... “
- La visione di un
bel seno è una visione eccitante ma, a volte, è più eccitante la
visione di un seno non bellisssimo che quella, bellissima, della
propria moglie solo perchè l'eccitamente deriva dalla sorpresa
stimolante della novità.
L'immagine di una donna che si spoglia scatena un processo di
eccitazione nel maschio perché attiva la sua sessualità.
Dopo un po’di tempo quell'immagine, anche la più attraente e
sensuale, non eccita più e per provare lo stesso effetto il maschio
cambia immagine. Il porno è un eccesso... a volte osceno... ciò che
è osceno per qualcuno diventa però eccitante per un altro e
viceversa.
Il
principale problema che la sessualità oggi vive è la tragica
diffusione della eccitazione in tutte le sue forme.
Un maschio riceve circa 500 stimoli erotici al giorno e ciò produce
una tensione di sovraccarico che può condurre o alla iper
eccitazione o all'impotenza.
Prima di produrre tali effetti la sindrome da eccitazione conduce ad
una visione ed ad un vissuto di sessualità tutto incentrato sulla
fase eccitatoria del rapporto e molto poco sulla fase fisica tattile
e sulla fase orgamisca. Del resto l'eccitazione si può vendere
mentre l'orgasmo no.
Ed allora la fase preparatoria del rapporto assume una importanza
straordinariamente grande perché, più che il piacere - in genere
ridotto ad un attimo culminante - viene vissuto dal maschio una
sorta di delirio eccitatorio che è confuso dalla femmina con la
‘dolcezza dei preliminari’ e ‘il narcisismo di sentirsi desiderata’.
Per fortuna l'equivoco non si disvela altrimenti ci sarebbero molte
più crisi e incomprensioni.
Per tranquillizzarla un po’ debbo però proporle una riflessione
semplice sul rapporto che corre, nella mia automobile tra motorino
di avviamento e motore.
Il motorino di avviamento serve per far partire il motore; se
infatti la macchina non parte e innesco la marcia con l'energia del
motorino di avviamento la macchina fa ben poca strada (qualche metro
e poi si scarica la batteria), se invece il motore si mette in moto
(e nessuno lo spegne) la macchina rimane in moto per ore, giorni o
anche anni (sempre che si rifaccia il pieno di benzina). Con ciò
voglio minimizzare l'importante del motorino (l'eccitazione) e
sottolineare quella della passione (il motore) sempreché non venga
spento (come in genere accade) dall'intrusività del pensiero
femminile (e femminista) che va a domandarsi cose che non
appartengono al suo vissuto senza peraltro disporsi a comprendere
come il vissuto sessuale dei maschi sia ben diverso da quello delle
femmine e che se i maschi si intrufolassero allo stesso modo nelle
pieghe sentimentalistiche delle femmine (aprendo gli occhi
sull'erotismo femminile nel seguire una telenovela, ad esempio -
luogo principe della masturbazione femminile -), ne ricaverebbero
delusioni enormi.
Masini
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Ho
riletto tre o quattro volte questo testo cercando di rintracciare
dei nessi logici , delle idee "chiare e distinte" (come il nostro
Cartesio riteneva fossero indispensabili per ogni ragionamento) in
quello che scrive l'esimio Masini, ma sinceramente non ci sono
riuscito. A questo punto, non potendo ipotizzare che il dott.
Masini abbia le idee così poco chiare e distinte, l'unica ipotesi
è pensare che ci siano stati dei refusi tipografici.
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In
particolare sarebbe interessante capire cosa vuole significare il
nostro quando dice
"più che il piacere viene vissuto dal maschio una
sorta di delirio eccitatorio che è confuso dalla femmina con la
‘dolcezza dei preliminari’ e ‘il narcisismo di sentirsi
desiderata’".
Caro “esperto”, dovresti sapere che nel rapporto sessuale piacere
e delirio eccitatorio sono due modi di definire la stessa
emozione. E, per un maschio, l'emozione piacere/delirio (nel
senso pregnante e profondo delle due parole), per poter sussistere
presume l'esistenza di dolci preliminari e presume che anche la
femmina provi la stessa identica emozione.
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Mi
sembra, poi, che sia ingiusto verso il maschio dire che solo la
donna desideri "sentirsi desiderata". E mi sembra assolutamente
triviale definire "narcisismo" questo commovente moto dell'animo
umano.
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Ma il Masini raggiunge Invece, vero, assoluto ed incomprensibile delirio
ipermaschilista/misogino/masochista quando
fa tutto il discorso sulla intrusività del pensiero femminile.
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Vincenzo Masini, vieni nel nostro gruppo e leggiti tutte le
lettere delle donne pornodipendenti e delle donne dei
pornodipendenti. E poi discutiamo un po' del vissuto sessuale dei
maschi ben diverso da quello delle femmine.
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Vincenzo Masini, la madre della ragazza che ti ha scritto forse è
una persona non molto colta, in ogni caso appartenente ad un’altra
generazione. Ed aveva torto marcio, perché era succube della
stolta cultura maschilista allora dominante. Ma tu?
Benedetta Mattei
Psicologa, Consulente in
Sessuologia Clinica
Dopo una formazione iniziale in
psicologia del lavoro e delle organizzazioni, ha conseguito un
master in Scienze organizzative presso la S3 Studium di Roma
specializzandosi nel settore selezione e formazione.
Ha frequentato l'ISC - Istituto di
sessuologia clinica dove ha conseguito il diploma di consulente in
sessuologia clinica. Attualmente è iscritta alla Scuola di
specializzazione in Psicoterapia breve ad approccio strategico (ISP).
Lavora nel campo delle risorse
umane presso una struttura privata ed esercita la libera professione
presso uno studio andrologico.
Iscritta all'Albo dell'Ordine degli
Psicologi del Lazio.
http://www.opsonline.it/?m=show&id=3974
Gentile Dottore,
le scrivo in merito ad una persona a cui sono legata da 4 anni.
All'inizio del nostro rapporto, le evidenti "stranezze" da me
avvertite e sottolineate lo spinsero a confidarmi che aveva problemi
di pornodipendenza (problema attualmente molto diffuso e di cui,
credo, si parli troppo poco) e spesso sentiva l'esigenza di andare a
prostitute.
Attribuiva questi comportamenti all'insoddisfazione avvertita nel suo
precedente rapporto. Mesi fà, alla luce di comportamenti poco chiari,
lo metto spalle al muro e vengono fuori 4 anni, i MIEI 4 anni, in cui
gli stessi comportamenti si sono ripetuti.
Le parlo di ore passate a masturbarsi davanti al pc, telefonate
erotiche e anche prostitute. Comportamenti che hanno coinvolto e
minato la sua sfera economica, lavorativa (è un professionista),
sessuale ed affettiva (se consideriamo i continui squilibri che tale
situazione ha apportato alla nostra storia).
Prossima alla laurea in psicologia ho cercato di comprendere "il
problema" da una certa angolazione, non perdendo di vista soprattutto
la disperazione con cui il mio compagno mi ha raccontato la sua
condotta, disperazione che proveniva più dal senso di dipendenza che
avvertiva, piuttosto che dal timore di perdermi.
Sono certa dell'amore che prova per me e anche del senso di attrazione
che nutre nei miei confronti ma parallelamente a questo ho fatti che
mi dicono il contrario.
Le chiedo di "inquadrarmi" il problema, è una dipendenza, una mancanza
di equilibri, una patologia?
E soprattutto c'è una possibililità che quest'uomo viva la sua
sessualità in modo sereno e maturo?
La ringrazio in anticipo.
In attesa di una risposta le porgo i miei più cordiali saluti.
Risposta
Salve,
da quello che mi dice, potrebbe trattarsi della cosiddetta sexual
addiction ovvero la dipendenza sessuale, in questo caso sicuramente
grazie all'aiuto di un terapeuta sessuale questa persona potra'
ritrovare la sua serenita', mi rendo conto pero che anche il vostro
rapporto e' stato minato e bisognerebbe quindi capire quanto anche
questo disagio possa essere correlato alla vostra relazione; di
certo i suoi studi la potranno facilitare nel gestire la situazione
ma e' fondamentale il parere ed il sostegno di un terapeuta esterno.
In bocca al lupo
benedettamattei@tiscali.it
Io credo che benedetta
sia una persona abbastanza distratta, tanto da non prestare
attenzione né a quello che legge né a quello che scrive. Vediamo.
La prima parola della
sua lettera è
"salve". A Roma la replica immediata a questo salve sarebbe "salve
sto cazzo!": la ragazza scrive una lettera abbastanza disperata ("i
MIEI 4 anni"), parla della disperazione del suo compagno e lei risponde
"salve". Tanto valeva che ci mettesse anche il punto
interrogativo!!!
La ragazza dice "lo
spinsero a confidarmi che aveva problemi di pornodipendenza". Quindi
la ragazza (prossima alla laurea in psic) la diagnosi la aveva
fatta: pornodipendenza. E l'inneffabile benedetta dice "potrebbe
trattarsi della cosiddetta sexual addiction": la ragazza le chiede
di "inquadrare" il problema e lei risponde potrebbe trattarsi,
e poi dice "la cosiddetta sexual addiction"; la cosiddetta, tanto
per aumentare l'incertezza della ragazza: ma, cavolo, benedetta, la
sexual addixcion è codificata addirittura nel DSMIV (il che è tutto
dire: se sta lì, vuol dire che anche i sassi lo sanno) e tu dici cosiddetta. E poi a lei, laureanda in psicologia,
fai pure la traduzione dall'inglese in italiano (a scanso di
equivoci!). Però poi ti riprendi, e, alla richiesta di chiarezza da
parte della ragazza, tu dai una risposta veramente geniale e
risolutiva: "sicuramente grazie all'aiuto di un terapeuta sessuale
questa persona potra' ritrovare la sua serenità": l'uomo della
ragazza è disperato perché ha coscienza di essere dipendente,
il comportamento dipendente "ha
coinvolto e minato la sua sfera economica, lavorativa (è un
professionista), sessuale ed affettiva",
cioè ha distrutto la sua vita, e tu gli dai la solita ricettina
stitica che dai a tutti, con la quale ritroverà la serenità. Lui è
pornodipendente perché non è sereno.Poi la
ragazza dice che anche nel rapporto precedente lui aveva gli stessi
comportamenti di adesso e poi lei, la ragazza dice con grande
lucidità "Comportamenti che hanno coinvolto e minato la sua sfera
economica, lavorativa (è un professionista), sessuale ed affettiva
(se consideriamo i continui squilibri che tale situazione ha
apportato alla nostra storia)" e tu le dici "mi rendo conto pero che
anche il vostro rapporto e' stato minato". Ma benedetta, ma sei
proprio scema, è lei che te lo ha detto, non tu che te
ne sei resa conto che il rapporto tra i due è ormai minato. E poi
diventi grottescamente cattiva: la ragazza ti dice che già con il
rapporto precedente lui si comportava in quel modo, poi dice "se
consideriamo i continui squilibri che tale situazione ha
apportato alla nostra storia" (hai capito benedetta? la ragazza
dice "che tale situazione ha apportato alla nostra storia" ,
cioè che la situazione di dipendenza ha portato continui squilibri
alla loro storia) e tu le dici "bisognerebbe quindi capire quanto
anche questo disagio possa essere correlato alla vostra relazione".
In altre parole: cara ragazza, ma sei sicura che non sia anche tu un
po' responsabile della pornodipendenza del tuo uomo? Ne ho sentiti
tanti di voi medici della mente dire questa cosa alla donna di un
pornodipendente. Ed è veramente orribile.
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