home
• Chi siamo e il perché
di questo sito
• Cos'è la pornodipendenza?
L'orrore della pornografia

Gli esperti

• Alcune storie
(contributi tratti dal gruppo italiano di auto aiuto noallapornodipendenza)
• Altre storie
(contributi tratti dai gruppi stranieri di auto aiuto)
• Alcuni link interessanti

La donna del pornodipendente

(storie di donne tradite, offese, umiliate, rifiutate dai loro uomini. donne disperate ed appassionate, che vogliono capire)

•Si può vincere

Un libro

Contattaci

 

 

 

 
 

“La clinica psicoanalitica deve consistere
non soltanto nell’interrogare l’analisi
ma anche nell’interrogare gli analisti,
affinché si rendano conto di quanto rischio
ci sia nella loro pratica”.

Jacques Lacan

 

Gli esperti

La pornografia è una falsa, ingannevole, pericolosa e  violenta rappresentazione della realtà.
La dipendenza dalla pornografia crea un disagio estremo nel dipendente e nelle persone che hanno rapporti d’amore con lui. Questa dipendenza è un fenomeno assolutamente nuovo: la prima persona che ne ha parlato in modo strutturato è stata Kymberly Young nel 1995. Pochi anni fa. A prescindere che da allora è uscito moltissimo materiale,  esiste (dovrebbe esistere) la sensibilità, la conoscenza delle pulsioni umane reali, la scelta etica ed estetica, il rifiuto di qualsiasi pregiudizio nei riguardi della donna, il dovere professionale di informarsi.
Gli “esperti”  di cui si parla in questo file dicono cose sbagliate ed ingannevoli in relazione alla pornografia ed alla dipendenza dalla pornografia. Le cose che dicono gli esperti sono sbagliate a causa della loro ignoranza sull’argomento ed a causa dei loro pregiudizi socio-culturali. 
La cosa grave è che loro parlano della nostra vita più intima, delle nostre emozioni più sacre.

 
 

http://www.stradanove.net/news/testi/novita-99b/ndir0411992.html


Marcello Perrotta, 62 anni, vive e lavora a Firenze e ha due figli, Luca e Marco. Psicologo, psicoterapeuta, si è occupato per molti anni di problemi dell'infanzia e dell'adolescenza. Dirige insieme a Roberta Giommi l'Istituto Internazionale di Sessuologia, dove è titolare degli insegnamenti di psicoterapia e metodologia dell'Educazione Sessuale.

 


"La pornografia? Meglio un libro di educazione sessuale"
Intervista al dottor Marcello Perrotta dell'Istituto Nazionale di Sessuologia di Firenze

 CREDE CHE L'APPROCCIO A RIVISTE E VIDEOCASSETTE pornografiche rientri nella normalità del comportamento umano o è legato a qualche disturbo della personalità?
    L'approccio alla pornografia è normale quando viene a mancare una possibilità diversa di conoscenza, ad esempio la lettura di libri di educazione sessuale consigliati dai genitori dei ragazzi. La curiosità sessuale è un passaggio normale.

L'approccio alla pornografia ha motivazioni diverse per uomini e donne?
    Hanno la stessa motivazione, che è quella del desiderio di conoscenza. Come già detto, questo desiderio di scoperta e conoscenza è un passaggio che fa parte integrante dello sviluppo dei ragazzi e delle ragazze.

La pornografia può - e se può, in che misura - aiutare lo sviluppo sereno dello sviluppo della sessualità degli adolescenti. In caso contrario, quali danni rischia di provocare?
    E' evidente che la pornografia, soprattutto quella più esasperata, può dare un'idea della sessualità che non è quella corretta. Mi riferisco ad esempio alle forme di pornografia violenta o a quella che fa utilizzo di animali. In questi casi i ragazzi e le ragazze rischiano di formarsi un'idea deviata, difficilmente recuperabile.

Esistono dei casi di dipendenza dalla pornografia, esattamente come qualunque altra forma di dipendenza da sostanze tossiche? In questi casi che cosa si può fare?
    No, direi che veri e propri casi di dipendenza non esistono. Ci sono alcuni casi in cui il consumo di riviste o videocassette è molto alto, però non parlerei di dipendenza. In questi casi, comunque, il nostro centro aiuta i soggetti ad indagare sulle motivazioni di questo uso così frequente di materiale porno, per capire in che modo poter porre rimedio.

Quale tipo di consiglio si sente di dare invece ai ragazzi che si avvicinano alla pornografia?
    Il consiglio è quello di avvicinarsi alla conoscenza della sessualità attraverso un mezzo diverso da quello della pornografia. Per chi sceglie comunque di avvicinarsi alla pornografia, il mio consiglio è quello di farne un uso moderato, senza che questa diventi la fonte principale di conoscenza.

Quale tipo di atteggiamento consiglia di tenere ai genitori che 'scoprono' i figli interessati alla pornografia?
    Mi sento di dare lo stesso consiglio: comperate ai vostri figli dei buoni libri di sessuologia. Sapranno vivere la loro sessualità con più serenità.

  4 novembre 1999

.

se abbiamo ben capito, questo è il suo pensiero, dottor Perrotta:

1) L’approccio alla pornografia come normale  alternativa alla lettura di

   libri di educazione sessuale;

2) La pornografia come desiderio di conoscenza;

3)  Non esistono casi di dipendenza dalla pornografia;

4)  Il consiglio ai ragazzi: fate un uso moderato della pornografia;

5)  Il consiglio ai genitori che scoprono i figli “interessati” alla pornografia:

    comperate loro dei buoni libri di sessuologia.

 

Dottor Perrotta, l’idea che lei si occupi di problemi dell’infanzia e dell’adolescenza e di educazione sessuale mi mette una profonda rabbia ed una profonda angoscia.

 


 

http://news2000.libero.it/noi2000/ne41.html
 
Il Dott. Bernorio
Specialista in ginecologia , psicoterapeuta , segretario dell'Associazione Italiana Sessuologia e Psicologia Applicata ( Aispa ). Esperto in problematiche relative alla sessualità e alla relazione di coppia, svolge attività clinica, formativa e di ricerca a Milano. Ha partecipato dal 1998 al 2000 in qualità di esperto e supervisore scientifico alla trasmissione radiofonica " Capriccio " (in onda su RTL102,5 la domenica sera) dedicata alla trattazione di tematiche sulla sessualità. Svolge saltuariamente da alcuni anni divulgazione medica sulla salute, la sessualità e la coppia in diversi periodici nazionali

Il dottor Bernorio è anche l'esperto di problemi inerenti la sessualità, che opera sul portale di Libero. Riportiamo un suo sventurato consiglio (segnalatoci da Emanuela) rivolto a Tiziana, che aveva scoperto l'archivio porno del suo uomo
Insieme al suo consiglio riportiamo alcuni commenti del gruppo.

Da: Emanuela <amaresemplicemente@yahoo.it>
Data: Gio Set 4, 2003 10:10 pm
Oggetto: Il parere dell'esperto!
Cari amici tutti,
vi raggiungo con un articolo che ho appena letto (e che forse anche molti di voi hanno già visionato) sulle Notizie di Libero.
Mi sembra un confronto tra "l'esperto della teoria" e noi "esperti(?) per esperienza"....su un problema che domina il portale del gruppo in questi ultimi giorni.
Come si fa presto a sminuire o sdrammatizzare un ...potenziale problema.
Mi sembrano troppo semplicistiche e poco professionali le sue risposte, non approfondisce, ...mi sembra solo preoccupato di non creare assurdi allarmismi, di ridimensionare il problema dentro confini "accettabili"....
Risponde da "uomo" e si sente!!!!....non cerca neppure di mettersi nei panni di Tiziana....anzi!
Se questi sono gli aiuti che arrivano dagli "addetti ai lavori"....siamo messi bene!
Caro dottore.....un consiglio anche da me:
FATTI TROVARE da tua moglie, compagna, fidanzata....davanti al monitor mentre ti guardi un filmino o immagini porno.....magari mentre ti tocchi o ti masturbi......e prova a guardarla negli occhi.....
Il seguito ce lo racconterai tu nella tua prossima lettera che sicuramente "potrebbe" essere molto diversa da quella che hai scritto per Tiziana.
Emanuela

  

Lui ama il porno e lei che fa? .............................

Recentemente ho scoperto un file di immagini pornografiche in una cartella del computer del mio partner. Tutte immagini di ragazze giovanissime in posizioni volgari e disgustose. Ho resistito alla tentazione di cancellare il file, ma sono ancora disturbata dalla scoperta. Siamo stati assieme per 7 anni, ma ora non posso fare a meno di pensare che egli sia una persona nauseante. Lei cosa ne pensa? Tiziana

Cara Tiziana, c'è un vecchio detto molto saggio che dice "l'immondizia di un uomo è un tesoro per un altro uomo". Ciò che a te sembra volgare e disgustoso può essere nel tuo caso la via d'accesso al piacere sessuale per il tuo partner. Sebbene tu dica che queste sono ragazze molto giovani, io suppongo (e spero) che siano in realtà immagini pornografiche di donne adulte quantomeno maggiorenni. Se all'opposto esse fossero realmente immagini di minorenni, il tuo partner sta vacillando al limite della legalità e tu avresti qualcosa di più di cui preoccuparti che una tua personale sensazione di fastidio verso le immagini contro cui stai combattendo. Ma restiamo nell'ipotesi più ottimistica. Io mi rendo conto che per te e per le molte donne che scoprono la presenza di immagini pornografiche sul computer (o altrove) del proprio compagno, questo possa rappresentare uno shock. Puoi sentirti tradita. Puoi anche provare reazioni del tipo: "Non sono abbastanza per lui? Non sono sufficientemente carina? Preferirebbe avere rapporti con loro anziché con me?". Lascia che ti rassicuri sul fatto che in tempi e culture diverse, gli uomini hanno sempre sbirciato e sbirceranno immagini di donne carine, nude o vestite che esse siano. E tipicamente, ciò non ha niente a che vedere con i loro sentimenti e con la loro attrazione per le proprie partner. Probabilmente potrebbe aver riservato il suo file di immagini per i suoi momenti individuali più privati, lontano dalla donna reale che apprezza o che ama. Semplicemente conservate, le immagini porno sono spesso solo una chiave di accesso alla fantasia. Esse esistono e sono utilizzate da uomini (ma anche donne) come stimolo sessuale utile ad attivare lo stato di eccitazione. A meno che lui trascorra intere ore davanti a tali immagini e non ne possa fare a meno per eccitarsi, ti consiglierei di soprassedere dalla tua modalità inquisitoria. Perché non proporgli magari di farti degli scatti con una macchina digitale da conservare nel suo archivio segreto? Potresti così trasformare ciò che temi in un piacevole gioco erotico utile a rinsaldare la vostra intimità.

3  settembre  2003

Da:"germano_occhipinti"
Data: Gio Set 4, 2003 11:23 pm
Oggetto: Il parere dell'esperto!


Con rispetto parlando, il dott. Bernorio non ha capito un cazzo e non sa quanto possa essere pericoloso quello che ha scritto nella
sua lettera, che sarà letta da migliaia di persone (basta che nell'articolo di libero ci sia la parola "porno" per farlo cliccare da folle di gente) che si sentiranno legittimate, nel caso facciano uso di pornografia, dato che anche un illustre dottore ha detto che non è grave, ma è normale. Un bel passo indietro per tutti quelli che stavano iniziando a prendere coscienza del loro problema.
Se questo è il livello degli psicologi di grido in Italia attualmente, io medito di smettere di fare l'ingegnere ed aprire un mio studio anch'io, peggio di cosi' non credo di poter fare...

Germano
 
Da: "Purify"
Data: Thursday, September 04, 2003 10:10 PM
Oggetto: Il parere dell'esperto!


Hai perfettamente ragione, Emanuela.
Questo pezzo della risposta dell' "esperto" mi ha particolarmente colpito: <<Probabilmente potrebbe aver riservato il suo file di immagini per i suoi momenti individuali più privati , lontano dalla donna reale che apprezza o che ama. Semplicemente conservate, le immagini porno sono spesso solo una chiave di accesso alla fantasia . Esse esistono e sono utilizzate da uomini (ma anche donne) come stimolo sessuale utile ad attivare lo stato di eccitazione. >>
Mi ha fatto ripensare ai miei 2 Gigabyte in archivio cancellati con un piccolissimo distruttivo click... e i due cd che ho spezzato in due (anzi, in quattromila pezzi, perchè uno al posto di spaccarsi si è sbriciolato): se ripenso a tutto questo ben di Dio che ho buttato mi do del cretino... ma perché non l'ho conosciuto prima questo espertone!?! Era la mia porticina privata di accesso alla fantasia, e non l'ho capito... ma che razza di cervello ho? Con tutte le scuse che mi proponeva per non cancellarlo, questa della "chiave di accesso alla fantasia" non me l'aveva ancora proposta... si vede che anche da pornodipendente mi vergognavo troppo per propormela...
Se questo è un esperto in sesso, io sono esperto in viaggi di esplorazione su Marte.
Ciao,Federico

Da: "capitano_nemo_61" 
Data: Ven Set 5, 2003 11:03 am
Oggetto: Il parere dell'esperto!


Ciao Emanuela, sono Mauro, sostanzialmente sono d'accordo con te e con tutti gli altri che l'articolo sia solo una ridicola e perfino
puerile difesa all'animale UOMO, poi il distinguo se la/le ragazze possano o meno essere maggiorenni per non sconfinare nella
ILLEGALITA' a mio avviso da' la sensazione che manchi totalmente il buonsenso !!!

Vorrei venire a conoscenza se il dottor Bernocchio trovasse sul suo PC di casa (ammesso e non concesso che non lo sia gia'...) parecchie cartelle di foto e filmini pornografici scaricati dalla sua compagna o peggio dai suo figli/e resterebbe impassibile come per il dramma di Tiziana, che non lo ha neppure sfiorato, anzi sembra che tra le righe sia scritto : E' TUTTO NORMALE, L'ANORMALE SEI TU CHE NON CAPISCI !!!

Marco sono superd'accordo che le nostre lettere vengano recapitate all'Egr.io dottor Bernocchio, non solo per fargli capire l'errore che ha commesso, ma anche perche' faccia la nostra conoscienza e si renda conto che il DRAMMA e' per molti.

Ciao Emanuela, ciao Marco, e ciao a tutti.
Mauro.

 
Da: boooooh2003
Data: Ven Set 5, 2003 2:38 pm
Oggetto: Il parere dell'esperto!


Beh, che dire. L'articolo parla da solo. Questa è un'ulteriore
dimostrazione del fatto che in Italia il problema non si conosce
ancora a fondo. Mi domando come è possibile che diano il permesso di pubblicare atti di ignoranza assoluta come in questa caso.
Caro Dottore, si immedesimi nei panni di Tiziana, o meglio venga a trovare questo gruppo, forse capirà molte più cose di quante crede
di saperne.

Stefano

 
Da: "gioele02"
Data: Ven Set 5, 2003 2:31 pm
Oggetto: Ma è fuori di testa? versione 2.0


Scusate se insisto su questo tema dell'articolo del dott. Roberto Bernorio. Ma continua a girarmi per la testa soprattutto
pensando che a codesto dottore si affidano persone che hanno problemi. E costui dispensa i suoi consigli con l'autorità di essere appunto "dottore".
L'articolo è in se un cumulo di sciocchezze se non fosse per quell'ultima frase... ma ve lo immaginate?... il nostro invita l'amica Tiziana (ti nomino amica d'ufficio di tutti noi), la invita a farsi fotografare e poi mettere 'ste foto insieme a quelle delle lolite di suo marito.
Così che quando questo si fa le pippe guardando le giovincelle che magari prendono due, tre, quattro uomini contemporaneamente... a un certo punto ZAC! e viene fuori la foto della moglie!! ...E caro dottore, come suggerisce di fare queste foto? Completamente nuda? O in guepiere? A gambe larghe, magari con qualche giocattolo in lattice? E perché non invitare qualche parente o qualche amico così da rendere tutto più... realistico??
L'amica Tiziana le ha detto che trova quelle foto volgari e disgustose... e lei non sa suggerire di meglio che si trasformi lei stessa un una pornostar?
Lei dice che questo rinsalderebbe la loro intimità.
Caro dottore mi consenta di dirle che lei sarà pure un ottimo ginecologo ed esimio presidente di tante emerite associazioni, ma di cosa sia l'amore e l'erotismo e di cosa sia la pornodipendenza, che dell'amore e dell'erotismo sono la negazione, bè... di tutto ciò lei pare non avere la minima
cognizione.
Non ci vuole certo una laurea per capire la bestialità di tutto ciò è sufficiente un po' di buon senso e di umanità.

Per Marco: fai di tutto per trovare l'amica Tiziana, forse gli amici di Libero potrebbero darti una mano.
Se no magari va a finire che si fa fotografare sul serio... perché
"l'ha detto il dottore". :-(

Un saluto a tutti e a Tiziana se ci può leggere
Carlo

  
Da: "Marco"
Data: Dom Set 7, 2003 9:45 pm
 
Noi sappiamo che la pornodipendenza è un fenomeno molto più diffuso di quello che appare. Noi sappiamo che noi 400 siamo solo la punta emergente di un iceberg di dimensioni molto, molto più grandi.
Perché il professore ed alcuni di noi hanno deciso a priori che il partner di Tiziana non è un pornodipendente?
Se Tiziana avesse scritto "Caro professore, il mio partner passa le ore a guardare la pornografia su internet. Il che mi provoca un disagio estremo e, dopo aver scoperto il suo computer pieno di "immagini pornografiche" (sono parole del professore), ho provato un tremendo "shock" (è una parola del professore) e non riesco a vedere in lui la persona che finora ho conosciuto". E Tiziana praticamente ha scritto questo, solo in modo più angosciato. Se Tiziana avesse scritto questo, avremmo ugualmente approvato la risposta del professore?
E se Tiziana avesse scritto la sua lettera al nostro gruppo, come altre Tiziana hanno scritto, avremmo risposto come il professore?
E poi, quella affermazione maschilista che considera l'uso della pornografia da parte degli uomini un fatto da accettare normalmente, aprioristicamente. Pensate che la categorica affermazione "in tempi e culture diverse, gli uomini hanno sempre sbirciato e sbirceranno immagini di donne carine, nude o vestite che esse siano" possa essere in qualche modo di sollievo per Tiziana e, volendo fare un discorso limitato a noi, potrebbe esserlo per le donne che hanno scritto al nostro gruppo?
E poi pensate che per Tiziana l'affermazione che il suo partner abbia "riservato il suo file di immagini per i suoi momenti individuali più privati , lontano dalla donna reale che apprezza o che ama" possa in qualche modo tranquillizzarla?
E poi, mi sembra che riservare i miei momenti individuali più privati (dimensione artistica personale, ricordo del mio passato, mie emozioni sfumate ed inneffabili, considerazioni intime sulla mia vita, ecc) ai miei file di immagini pornografiche sia la descrizione esatta di noi pornodipendenti, prima della nostra presa di coscienza.
E poi, l'immondizia è immondizia. E chi ama l'immondizia è un coprofago. Checché ne dica il relativismo del professor Bernorio.
Marco


Da: "gioele02"
Data: Lun Set 8, 2003 7:38 pm
Oggetto: È incredibile



Non dice nulla di significativo, è un "consiglio" che uno può ricevere dal barbiere o dal salumaio sotto casa... non ha niente di "esperto".
Un "lascia perdere", un "non ci fare caso 'sti maschi sono tutti voyeur" che sono degni delle chiacchiere tra comari e non di uno
dei più frequentati portali d'Italia.
Ma nel cumulo di banalità ispirate da un relativismo fariseo il nostro è capace di infilare delle vere perle di saggezza, non torno sull'invito all'amica Tiziana a farsi fotografare in desabillé, ma sentite cosa dice a proposito delle foto: "[...] io suppongo (e spero) che siano in realtà immagini pornografiche di donne adulte quantomeno maggiorenni. Se all'opposto esse fossero realmente immagini di minorenni, il tuo partner sta vacillando al limite della legalità [...]"!!
Non dice che è immorale guardare foto di bambine... non che è indice di un qualche disturbo della personalità... scaricare foto di minorenni! No è solo illegale! Come evadere le tasse, o parcheggiare sul marciapiede.

Da: "marcuslibar"
Data: Dom Set 7, 2003 11:58 am
Oggetto: per Tiziana e gli "IO CONCORDO"

Forse dico una cosa ovvia, ma l'esperto è stato superficiale e
pressapochista (e non so se potesse far di meglio) perchè ha voluto sminuire, smorzare e quindi non ascoltare il senso di frustrazione di Tiziana che si è trovata di fronte alle altre donne di suo marito. In pose innocenti o artistiche ma comunque sempre "altre" rispetto a lei.
Tiziana si è semplicemente sentita tradita. Forse a voi non fa nè
caldo nè freddo che il vostro/a compagno/a custodisca nel computer
immagini di altri uomini/donne in pose plastiche, nè che si giri a
guardare le altre/gli altri quando camminate insieme sul marciapiede.
Provate a pensare a che sorta di ricettacolo sia il nostro computer:
fa anche da comò (desktop) a lato del letto sul quale teniamo il
giornale o le riviste o i libri che frequentiamo, e le foto. Non c'è posto per tre nel letto amenochè non siate poligami/e. Per me tradire è già dipendere.
a presto
marco.

 


 

http://www.cedostar.it/internet_e_altro.htm

 

Ilaria Caremani             

psicologa
Cura sito web www.cedostar.it. Gestione Progetti.

Ilaria Caremani non è “cattiva”, è solo “ignorante” (nel senso che ignora l'argomento di cui scrive). E quindi è costretta a ripetere pedissequamente concetti che altri hanno scritto, senza preoccuparsi di verificarne la veridicità o meno. E poi nel finale del pezzo la sua “ignoranza” diviene farsa.

Vediamo:

 

Relativamente alla dipendenza da computer e da Internet, bisogna precisare che non tutte le persone che li usano ne diventano poi dipendenti. Nelle case, sul posto di lavoro e a scuola, milioni di persone ogni giorno spediscono le loro e-mail, ricercano dati per i loro studi e affari, si tengono aggiornati, ecc. Questo tipo di utente non resta alzato tutta la notte per colloquiare nelle chat line, né va a trucidare draghi nei giochi interattivi bensì continuano a prestare attenzione alle relazioni che hanno nella vita reale e non si sottraggono ai loro obblighi e alla loro responsabilità quotidiane.

Una precisazione di cui sentivamo profondamente il bisogno, a cui mai avremmo pensato. Come dire: relativamente all'alcoolismo, bisogna precisare che non tutte le persone che a tavola si fanno un bicchierozzo di vino diventano poi alcoolisti.

Eppure, ogni giorno un numero sempre maggiore di utenti e di loro familiari viene fuori con racconti angosciosi di vite sfuggite a ogni controllo. Per queste persone, il solo fatto di digitare la propria password ha dato origine a una serie di grossi problemi nel momento in cui sono arrivati a considerare Internet non come uno strumento tecnologico, ma come una tentazione tecnologica questa, seriamente, è una bella definizione.

La maggior parte degli studi condotti sull'argomento hanno dimostrato che:

-   molti Internet-dipendenti avevano già significativi problemi emotivi

    credo che tutti, cioè tutte le persone del mondo abbiano problemi emotivi  

o psichiatrici ancora prima di essersi mai collegati alla rete;

e chi lo ha detto? Nel nostro gruppo ci sono 1500 iscritti e mi sembra che nessuno di noi abbia parlato di problemi psichiatrici. A meno che si intendano tali i nostri difficili vissuti familiari. Ma credo che il 99,9 per cento delle persone ha avuto difficoltà di rapporti familiari

-   molti Internet-dipendenti sono ex alcolisti o ex tossicodipendenti;

    e chi lo ha detto? In base a quale reale statistica si afferma questo?

-    gli uomini e donne fanno uso del mondo on line in modo molto diverso: i primi sono più  orientati verso le fonti di informazione (le donne, invece, sono sceme), giochi interattivi di tipo aggressivo, spazi chat sessualmente espliciti e cyberpornografia, le seconde prediligono le chat room per allacciare amicizie che diano qualche tipo di sostegno, per cercare un'avventura romantica

     le donne sono sempre più romantiche e meno sporcaccione degli uomini, le donne non frequentano le chat erotiche,  vero Ilaria?

     o per lamentarsi dei mariti

    le donne sono sempre delle grandi chiacchierone e non hanno una  vita  autonoma come gli uomini, vero Ilaria?

    Le donne, inoltre, vivono con sollievo il fatto che  nessuna persona incontrata in Rete possa conoscere il loro aspetto fisico

    ah, queste donne  così fatue, che si preoccupano sempre del loro aspetto esteriore; non come gli uomini, che non  si preoccupano minimamente del loro aspetto fisico!  Io ho la sensazione che i risultati degli studi di cui parla Ilaria non siano fatti in base ad una  analisi reale della chat, ma in base agli ormai stanchi ed ammuffiti stereotipi maschio/femmina;

-   molti Internet-dipendenti adottano in Rete personalità diverse

     prima di tutto è bene distinguere  tra la chat e la pornodipendenza (dove ciascuno è quello che è); e poi ci sarebbe da domandarsi in  che misura la personalità assunta in chat non corrisponda in qualche modo a pulsioni segrete   e  mai confessate; 

-   è sbagliato credere che tutti gli Internet-dipendenti siano timidi, molti di loro sono infatti estroversi e sicuri di sé;

   può anche essere, ma come si può dimostrare?;

- tra gli Internet-dipendenti la negazione del problema è molto diffusa, come peraltro lo è per qualunque tipo di dipendenza

 I danni più frequenti provocati da tale tipo di dipendenza sono:

1.      obesità, legata non solo al poco movimento, ma anche all'abitudine di “spiluccare” snack e merendine davanti al monitor; oppure perdita di appetito, legata all'estraniazione del mondo reale

        qui siamo entrati veramente nel subliminale;

2.      dolori articolari

        io soffro di dolori reumatici da quando andavo all'università e non ho verificato nessun acuirsi, almeno fino ad ora, di  questi  dolori;

3.      danni alla vista

        ma scusa, Ilaria, dopo quanto tempo succede questo? Io per 6 anni ho trascorso ore ed ore davanti al computer alla ricerca  di quegli osceni santini e la mia vista,  fino  ad oggi, non si è abbassata di un grado;

4.      vertigini e senso di nausea

        certo, vertigini psicologiche per la follia di aver trascorso  follemente tutte quelle ore, nausea e rigetto (alla fine della seduta)  per quelle maledette immagini;

5.      alienazione

         qui, invece, siamo alla farsa. La nostra ineffabile Ilaria, tra i danni “più   frequenti”,  dopo le merendine, gli occhiali, i dolori reumatici, gli improbabili conati di  vomito, dopo questi ti butta lì con disinvolta nonchalance enumerativa ALIENAZIONE,  senza  –evidentemente- rendersi conto della tragicità del termine e senza sapere che l'alienazione è il  danno assoluto per i dipendenti.

         Come si usa dire: “di tutt'erba un fascio”;

        e difficoltà familiari, conseguenti all'acuirsi delle carenze comunicative che si registrano tra i dipendenti della rete

il dramma di non riuscire più ad avere un rapporto psicologico, affettivo, fisico con il nostro partner; di avere quasi fastidio per il suo corpo; di sentirsi un traditore; di  vivere nel terrore (e nello stesso tempo nella speranza) che lei/lui ci scopra;  di vedere il nostro partner che entra sempre di più in una situazione di disperazione: tutto queste cose sono “difficoltà familiari”.

Ilaria ha fatto un elenco molto puntuale dei “danni più frequenti” e però si è dimenticata di qualche altro piccolo, marginale “danno”:

1.       crollo totale della propria autostima;

2.       sfiducia progressiva nella nostra capacità di gestire la nostra

          vita;

3.       senso profondo di vergogna verso il mondo esterno:

4.       bollette telefoniche o carte di credito sempre più costose;

5.       impossibilità di applicazione e di rendimento al lavoro ed allo

          studio;

6.       progressivo isolamento dal mondo esterno;

7.       sensazione dolorosa di vedere la nostra vita sbriciolarsi tra le

          nostre mani;

8.       incapacità di vedere le donne in modo diverso che da un

          oggetto pornografico. 

Ilaria, vai da coloro che ti hanno dato le informazioni per scrivere il tuo articolo e dì loro che sono dei cialtroni.

La cosa abbastanza inspiegabile, poi, è che se andate nel sito, vedrete che in realtà l’articolo si divide in due parti: teledipendenza e dipendenza da computer e da internet.  Dove circa la teledipendenza si dicono tutta una serie di cose, forti e decisamente interessanti, che potrebbero perfettamente essere utilizzate per descrivere in modo compiuto  la pornodipendenza.



 

Mio marito guarda film pornografici  [ 09/01/2003 ]

 

 

Marco Focchi    m.focchi@gruppozeromilano.net

 Ho ventinove anni, sono sposata da tre e ho una figlia di due anni. Con mio marito mi sono sempre trovata bene, anche se a unirci non è stata la passione ma piuttosto il progetto di costruzione della famiglia, il desiderio di avere una casa e dei figli. La nostra vita si è svolta senza intoppi finché un giorno, facendo ordine in un ripostiglio, ho trovato un vero e proprio deposito di film pornografici, una collezione di decine e decine di cassette. Mi è crollato addosso il mondo. Ho tuttavia cercato di parlarne con mio marito ma lui elude l'argomento: dice che vi ha fatto ricorso per un breve periodo, quando ero in gravidanza e non potevo avere rapporti sessuali. Il che non è vero: innanzi tutto per la ricchezza e la varietà della collezione che mi sono trovata sotto gli occhi, in secondo luogo perché mi sono accorta che i film vengono spesso riavvolti. E' nato in me un rifiuto che mi ha allontanato dall'intimità sessuale con lui e da lui come persona, che sento affetto da una patologia per me inaccettabile. 

Devo dire che il punto difficile nella situazione che mi esponi mi sembra la vostra difficoltà a chiarire un problema che, di per sé, non presenta caratteri patologici.

non è patologico passare le ore davanti ad un monitor con il cazzo in mano, masturbandosi compulsivamente, stando attento a non venire?

 Tuo marito si è appassionato a dei film pornografici,

lei ha mai visto un film pornografico? una donna con un pene davanti, uno didietro, uno in bocca, uno in una mano, uno nell'altra: appassionato? è un pornodipendente!  

 ma questo è un tratto che ha in comune con una grande quantità di uomini che non sono per questo né perversi né depravati

e perché non dovrebbero esserlo? solo perché tanti uomini si comportano nello stesso modo? non è una ragione sufficiente. Un vero "esperto" dovrebbe motivarlo con argomentazioni un pò meno tautologiche

 Non mi sentirei di definire patologico il comportamento di una persona semplicemente in base al fatto che è un fruitore di film pornografici.

"semplicemente": ma lei ha mai sentito parlare di "dipendenza dalla pornografia"? Se lei vuole, le invio pagine e pagine di bibliografia sull'argomento. Se poi vuole saperne di più dia uno sguardo alle7000  lettere del nostro gruppo.

Mi domando piuttosto come mai non riusciate ad affrontare tra voi serenamente il problema. Perché tuo marito elude le tue domande?

Ecco che comincia la colpevolizzazione maschile della donna: Nausica, che cosa è che non va in te per cui tuo marito si rivolge alla pornografia ed elude le tue domande? Evidentemente tu non davi a lui quello che lui voleva.

Rispetto a quale ideale nasce in te c'è un senso di delusione che non riesci a superare?

quale ideale? l'ideale di una donna che all'improvviso scopre che l'uomo con cui ha deciso di dividere la propria vita, con cui ha fatto una figlia è un uomo che dedica le sue attenzioni a migliaia di immagini false e violente

 Il vostro problema non mi sembra di perversione o di ossessioni erotiche, ma di comunicazione.

Comunicazione di che? Non è lui che ha parlato a lei della sua dipendenza e lei non lo ha accettato. E' stata lei che lo ha scoperto e lui ha negato.

Da un lato, è come se tu avessi emesso una condanna prima di dare spazio alla difesa: quando scrivi "Ho tuttavia cercato di parlarne con mio marito" ti esprimi mostrando che in te il giudizio si era già formato.

Quindi, secondo lei, Nausica non doveva parlarne con il marito. Non doveva chiedere spiegazione di quel suo comportamento

Dall'altro lato, per quanto riguarda tuo marito, c'è invece un aspetto della vita erotica, e forse non solo di quella, che non riesce a condividere con te e che ti dà un senso di esclusione.

Ma perdio, dottor Focchi, ma lei nemmeno le legge le lettere a cui  è pagato per rispondere: Nausica le ha detto "ho trovato un vero e proprio deposito di film pornografici, una collezione di decine e decine di cassette". Ma che dovrebbe fare Nausica, mettersi davanti al monitor insieme al marito e masturbarlo per ore? E poi lei, addirittura, si permette di insinuare un ulteriore dubbio: e forse non solo di quella.

Forse se lui ti avesse parlato prima della sua inclinazione tu non avresti reagito così.

Ma lui, purtroppo (e da pornodipendente capisco perfettamente il suo atteggiamento), non lo ha fatto. E Nausica si è trovata sola di fronte alla montagna di immondizia a cui il marito, come lei dice è "appassionato".

Forse se tu non lo avessi condannato prima di parlargli

Dottor Focchi, Nausica ha scritto in italiano (non in etrusco, lingua ancora non ben decifrata) le seguenti parole” ho tuttavia cercato di parlarne con mio marito ma lui elude l'argomento”. Ha capito dottor Focchi?

lui non si sarebbe chiuso in quel modo

lui non si è "chiuso in quel modo", lui ha eluso l'argomento ed  ha mentito con la fandonia della gravidanza.

Credo che il vostro, più che un problema di sessuologia, sia un problema di terapia di coppia.

Dottor Focchi, le fornisco questa informazione: la dipendenza dalla pornografia non ha nulla a che vedere con problemi di sessuologia o di rapporti di coppia. Questi problemi sono la conseguenza, non la causa della dipendenza. Se vuole, le porto centinaia di testimonianze in questo senso.

Dottor Focchi, lei poteva rispondere: “non so che risponderti”. Ed invece lei, leggendo la lettera a suo uso e consumo, ha risposto stoltamente, sulla base di una pigra inerzia psichica maschile.  Dottor Focchi, quel poveraccio  (e dico poveraccio con un senso di partecipazione all'angoscia) masturba il suo pene con la pornografia da internet, lei continua a masturbare il suo cervello con la sua colpevole ignoranza maschile!

 

Il dottor Focchi è psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista, Docente dell'Istituto Freudiano di Milano

 



 

http://www.encanta.it/psicologia_sesso.html

 

risponde il dr. Vincenzo Masini   

professore a contratto presso le Università di Palermo,

Trapani, "La Sapienza", l'Università Pontifica Salesiana,

la L.U.M.S.A., la SISS delle Università del Lazio e della Toscana, l'Università  per gli Stranieri di Perugia, RomaTre

e l'Università di Siena, è il direttore del progetto Prevenire è Possibile.

 

La dipendenza sessuale

"Sono un ragazzo di 33 anni che vive da solo ormai da 4 anni e che da molti anni soffre da una sorta di ossessione masturbativa, che oggi scopro essere una malattia abbastanza diffusa chiamata dipendenza sessuale. Leggo che certi ricchi attori americani si sono fatti ricoverare, ma io che abito in provincia non so a chi rivolgermi. A dire il vero la mia vita sessuale è nata molto presto, all'età di circa 4-5 anni legata a compulsioni masochistiche. (…) Con il tempo questa pratica masturbatoria frequente non è diminuita, né si è spenta la fantasia masochistica che anzi si è alimentata con giornaletti di settore. Successivamente ho in parte realizzato alcune di queste fantasie (da solo), legandomi da solo, giocando con mollette, realizzando fantasiose attrezzature per "punizioni" da impartirmi e altre cose che vedevo su giornaletti. Ad un certo punto ho fatto anche la scoperta delle droghe leggere e trovato che sotto il loro effetto mi era più facile la dissociazione e quindi poi il raggiungimento erotico. Sotto le droghe una parte di me era aguzzino ed una parte vittima e le due interagivano tra loro. Infine ciliegina sulla torta scoperto Internet che mi permette tramite chat di coinvolgere persone non al fine di incontrarle sul serio ma di rendere le mie fantasie sempre più vicino al reale. Inutile dire che sono entrato in una forma di schiavitù vera, questa volta, fatta di cerimoniali, di voglie represse e altrettanti sensi di colpa per gli atti che turbano la mia vita affettiva e sessuale con la partner. L'avere ad un certo modo due vite, una pubblica ed una privata toglie entusiasmo all'atto sessuale fatto con la partner che si sente (ed è in effetti) poco desiderata. Sono distaccato nel farlo. Spesso mentre compio l'atto sessuale penso alle mia fantasie. C'è in più il fatto che il non riuscire a trattenermi dal giocherellare con il mio sesso alle volte si accompagna dall'evitare l'orgasmo per paura di pregiudicare la mia prestazione sessuale con la partner ma ovviamente in questo modo sortisco il risultato altrettanto pregiudizievole di irritarmi l'organo genitale. Quindi poi cerco di evitare il confronto con la mia partner che sa tutto ma che non lo accetta ovviamente, di buon grado e si è molto raffreddata nei miei confronti perché sente che faccio l'amore soprattutto per accontentare lei, mentre per me il mio vero piacere è giocare come sto raccontando. Ho anche notato che se per un certo periodo mi astengo e poi faccio l'amore con la mia partner, il giorno dopo la voglia compulsiva è fortissima per cui mi dedico al mio rituale, anche perché sono contento di avere gratificato la mia partner per un po' e quindi di poter tornare al mio gusto di sempre... magari solo per un poco... come mi dico ben sapendo che non sarà così. Il mio rituale ideale oggi è quello di essere di fronte ad Internet, nudo, sigaretta che mi ricorda lo spinello che evito di proposito di comprare perché so che quando ce l'ho non riesco a controllarmi (anche se sarebbe il massimo). Contatto le persone in chat mi offro come schiavo, parliamo di quello che si può fare ma senza la reale intenzione di procedere nell'incontro solo per interagire e rendere un po' più reale la mia fantasia. Tra l'altro mancando in chat le donne dominatrici mi devo rassegnare a contattare maschi che non è certo la stessa cosa ma sempre qualcosa per rendere le mie fantasie più coinvolgenti. Oppure telefono alle persone che trovo negli annunci (in questo caso donne) che cercano un ragazzo per matrimonio o altro e instauro chiacchiere mentre mi masturbo ma senza farlo capire.. Mi piace pensare che veramente le incontrerò, che pregiudico in questo caso il mio rapporto ma poi quando l'orgasmo sopraggiunge anche la ragione ritorna e naturalmente mi pento. Così, per un po' mi fermo ma poi.... il ciclo riprende. Ho provato ad interrompere questo ciclo recentemente e ci sono riuscito (15 giorni di mancata masturbazione... il mio record) ma siccome ero carichissimo appena mi è sembrato che la mia partner mi negasse una uscita un po' per ripicca un po' per altro ho ripreso nella mia pratica disgraziata. Soprattutto quando arrivano degli agenti esterni, ansia, tensione (parte della giornata lavoro da solo in casa) o altro il masturbarmi rappresenta la via per assentarmi da me, dai miei problemi, anche solo per un momento che diventa molto più tempo, un comodo rifugio dove riposarmi. Inutile dire la mia frustrazione non solo per il rapporto affettivo ma per la mia persona. Coltivo sogni e ambizioni artistiche ma poi la sera o quando sono libero passo il mio tempo con il pene in mano come un cretino. Ma come immaginate ...è più forte di me. Che fare? Mi rivolgo a voi in attesa di una risposta".

 

Tanto per cominciare dovresti cambiare l'account con cui scrivi, "***" (N.d.R. l'account è il nome di un noto personaggio mascherato del mondo dei fumetti), per tre motivi:
1) non è bello né artisticamente intrigante, anzi è un po' ovvio
2) si cominciano i cambiamenti dalle piccole cose non dalle grandi
3) sarà probabilmente conosciuto e, se vuoi cambiare, devi uscire da un certo giro.

Poi è necessario che il tuo processo di masturbazione verbale si rinsecchisca, scrivi meno e sii più sintetico, soprattutto quando scrivi a persone che conoscono gli argomenti di cui tratti e che non hanno bisogno di informazioni così dettagliate:

aumentano la confusione e mettono in secondo piano gli elementi che conducono ai veri problemi.

Terza cosa: prima di spedire questa e mail, rileggo con cura e modifico quanto scrivo perché la comunicazione estemporanea è una forma di sublimazione di sé e non un rapporto autentico.

Alla fine la sublimazione può essere più comoda del rapporto e questa è la radice della perversione. È come vedere un video che riprende una spiaggia, invece che esserci e fare il bagno. Dopo aver riletto confermo che tutto ciò che ho detto significa ciò che ho detto. Vincenzo Masini

 

Tanto per cominciare dovresti cambiare l'account con cui scrivi

Come si dice comunemente: “chi ben comincia è a metà dell'opera”. Dottor Masini, il ragazzo è disperato, non riesce più a gestire la sua vita, le dice “sono entrato in una forma di schiavitù vera” e lei come prima cosa gli dice di cambiare il nick name, perché non è bello né artisticamente intrigante. Ma, dottor Masini, ma che cazzo gliene può fregare al ragazzo di cambiare quello stupido ed insignificante nick name.

 Poi è necessario che il tuo processo di masturbazione verbale si rinsecchisca,

Ma come si permette lei di usare con quel ragazzo il termine masturbazione verbale quando è proprio la masturbazione il suo problema totale: una sorta di ossessione masturbativa. E poi lei gli dice scrivi meno e sii più sintetico. Ma come, il ragazzo ha finalmente preso coscienza, ha accettato di avere  il problema (e lei dovrebbe sapere che è questo il primo grande passo), ha preso la rincorsa e, con il cuore in mano, le ha raccontato tutta la sua storia di angoscia e disperazione (e lei dovrebbe sapere quanto è terapeutico raccontare per esteso la propria storia; perchè lui la storia in realtà non la ha raccontata a lei, dottor Masini, ma a se stesso) e lei lo blocca dicendogli di essere più sintetico. E poi, per fare sprofondare ancora di più il ragazzo, sale in cattedra e gli dice  soprattutto quando scrivi a persone che conoscono gli argomenti di cui tratti

certo, il fatto che lui  abbia la sfrontatezza  di descrivere il suo rituale ideale (con tutti i suoi particolari) a persone come lei  che non hanno bisogno di informazioni così dettagliate, per lei è offensivo. Mentre invece il ragazzo voleva, con un inizio di atto liberatorio, oggettivizzare quei rituali, li descriveva così minutamente a lei per iniziare a guardarli dal di fuori, nella loro oscena drammaticità. Voleva “prendere le distanze” da quei comportamenti.

Aumentano la confusione: la confusione della sua mente confusa, dottor Masini, che finora non è riuscito a dire a quel ragazzo una sola parola che in qualche modo potesse alleviargli la pene e potesse fargli intravedere una seppur vaga possibilità di salvezza. …

mettono in secondo piano gli elementi che conducono ai veri problemi. Ma cavolo, dottor Masini! ma lei le legge le lettere a cui risponde? I “veri problemi” glieli ha descritti il ragazzo con mirabile lucidità e capacità di sintesi : il masturbarmi rappresenta la via per assentarmi da me, dai miei problemi, anche solo per un momento che diventa molto più tempo, un comodo rifugio dove riposarmi. E lei non gli dice nemmeno: bravo, malgrado la tua angoscia hai capito da dove devi partire per recuperare te stesso, per recuperare la tua vita!

E poi, gli ultimi due paragrafi: il vaniloquio assoluto.  Non vale nemmeno la pena di commentarli.

 Io ho una sola speranza, dottor Masini, che quel povero, eroico ragazzo non abbia letto la sua risposta.

 

Da:  "vivalavita1980"
Data:  Mar Lu 6, 2004  11:28 pm

Oggetto:  Ogg: i pornografi

Ho letto l'intervento del dottor Masini e credo di poter trarre le
seguenti conclusioni:
- non sono uno psichiatra, ma avendo alle spalle 4 anni di
psicoterapia le assicuro che questo tono inquisitorio è più adatto
ad un Presidente della Corte d'Assise d'Appello che non ad una
persona che dovrebbe aiutare qualcuno;
- scambiare la forma di masturbazione sessuale per masturbazione
verbale è qualcosa contrario a qualunque legge della psicologia,
giacchè dalla lettera si comprende chiaramente che il ragazzo ha
sviluppato anche sintomi nevrotici e la prima forma di sfogo per una persona in questa difficoltà è scendere nei minimi particolari (che comunque è sempre meglio dell'altra strada spesso intrapresa da tali persone, cioè del non dire alcunché)...d'altronde basta assistere ad una delle prime sedute di psicoterapia di un ragazzo per rendersi conto di questo;
- non è il ragazzo che deve essere conciso per mettere in evidenza
il problema, ma è chi sta dall'altra parte che deve saper
estrapolare la difficoltà ed indicare un percorso opportuno per
cercare di uscire dal problema, giacché spesso la persona in
difficoltà ha cognizione solo del sintomo ma non della causa;
- il resto che lei ha scritto potrebbe far tranquillamente parte
della sua Apologia o, più concretamente, di un'Operetta morale.

Frase storica:"Dopo aver riletto confermo che tutto ciò che ho detto significa ciò che ho detto": Egregio Professore, quel ragazzo nella sua tremenda difficoltà è solo un'innocente....spero che lo sia anche lei.


 

Dottor Masini, tu non sai  assolutamente nulla dell’argomento, eppure ne parli. Con il risultato di vanificare completamente lo sforzo di sincerità compiuto dal ragazzo di 33 anni. Ed usi parole come “sublimazione” o “perversione”...

 

Il dottor Vincenzo Masini è docente presso le Università di Palermo, Trapani, "La Sapienza", l'Università Pontificia Salesiana, la L.U.M.S.A. e Roma Tre, è il direttore del progetto "Prevenire è Possibile”.

 



 

http://news2000.libero.it/speciali/sp78/pg3.html

 

Sex addiction terapia

Guarire dalla dipendenza sessuale è possibile

Uomini e donne che vivono ossessionati dal sesso e dalle fantasie sessuali: in Italia sono il 6%, secondo una stima dell'Organizzazione mondiale della sanità. Insomma, oltre 3 milioni e 400mila persone che vivono il sesso in modo patologico, proprio come se fosse una droga. Ogni momento della giornata è scandito da pensieri a sfondo erotico, senza stanno male, diventano aggrressivi, soffrono di nausee e vertigini. La Siipac (Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive) e il Cedis (Centro di ricerca e trattamento per la dipendenza sessuale) sono due centri specializzati per il trattamento della dipendenza sessuale.
 

Il prof. Cesare Guerreschi,

fondatore del Siipac, ha spiegato: «Attualmente il centro ha in cura un centinaio di persone dipendenti dalle chat erotiche, le più invasive a livello di dipendenza, e trenta pazienti sessodipendenti, i più restii a curarsi».

Perché le chat erotiche sono le più invasive a livello di dipendenza?
Le chat erotiche hanno un grosso potere di instaurare una dipendenza principalmente per due motivi, che risiedono in due caratteristiche delle chat stesse: l'evasione dalla realtà e l'immediata accessibilità. Le chat line, e più in generale internet, offrono un eccellente strumento di evasione dalla realtà e di fuga dal quotidiano. Il mondo virtuale è una realtà parallela in cui si può interagire con gli altri senza essere riconosciuti, dove si può esprimere la propria personalità liberamente senza paura di essere giudicati. È per questo che le chat sono così affollate da pedofili o da individui che presentano altre perversioni. In chat si assume spesso un'identità fittizia, si possono giocare ruoli inventati e dare libero sfogo alle proprie fantasie. L'immediata accessibilità dello strumento è un'altra caratteristica che facilita l'instaurarsi della dipendenza, infatti stando semplicemente seduti a casa nostra si può entrare in un mondo dove non esistono limiti di spazio o tempo, dove si può interagire con un numero illimitato di persone senza spostarsi né essere visti da nessuno, nel totale anonimato.

Perché le persone con dipendenze sessuali sono le più restie a curarsi?
Innanzi tutto per decidere di curarsi è necessario riconoscere di avere un problema, di dipendere da qualcosa, sia esso una sostanza o un comportamento. Questo riconoscimento diventa ancor più difficile se l'oggetto della dipendenza è un comportamento, in questo caso normale come il sesso. Il sesso è un bisogno innato nell'uomo e le persone con dipendenza sessuale fanno inizialmente fatica a comprendere come
il sesso rappresenti per loro un problema, al pari delle droghe per i tossicodipendenti. Inoltre, nel momento in cui acquisiscono questa consapevolezza e decidono di intraprendere un percorso di cambiamento, sono spesso inibiti da sensi di vergogna nel rivelare i loro comportamenti. Essi hanno difficoltà nel parlare liberamente del loro problema anche in un contesto di psicoterapia, a causa dei principi etici e morali che la società ci trasmette.

Ho visto che esistono diversi categorie diagnostiche: quali sono le più frequenti?
Le tipologie di dipendenza sessuale che ho incontrato con più frequenza sono quelle legate alla fruizione di chat erotiche, sia individuali che di gruppo.

Qual è la percentuale di successo della terapia e quanto tempo è necessario per guarire?
(A esclusione di disturbi di natura neurologica insorte dopo traumi)
La percentuale di successo e il tempo necessario dipendono strettamente da diversi fattori:
- La motivazione del soggetto, cioè quanto egli ha preso coscienza del problema e quanto è forte la spinta a volerlo superare
- Da quanto tempo il soggetto ha sviluppato la dipendenza, quindi quanto questa si sia stabilizzata nella sua vita
- Dalla partecipazione della famiglia. La famiglia è una risorsa molto importante nella risoluzione di disturbi da dipendenza. Essa è profondamente coinvolta nel problema del soggetto, anche se in apparenza la dipendenza dal sesso sembra un disturbo del tutto intimo e privato. È per questo che si trova spesso una certa resistenza alla richiesta di coinvolgere l'intera famiglia nel processo riabilitativo, ma è importante ribadire come essa sia invece un'ottima chiave d'intervento nel lavoro terapeutico, che sicuramente accresce le probabilità di ottenere un successo

Il prof. Guerreschi ha fatto una lunga,  precisa e circostanziata analisi della nostra dipendenza e poi, però, se ne esce con questa cosa folle della partecipazione della famiglia: moglie, figli, zii, nonni, nipoti, tutti coinvolti nell'opera di guarigione.

Prof Guerreschi, come fa lei a non  sapere che per noi pornodipendenti il solo dirlo alla nostra compagna rappresenta una difficoltà quasi insormontabile. E poi, tutta questa gente che cosa dovrebbe o potrebbe fare per aiutarmi ad uscirne?

A meno che per “famiglia” non intenda la moglie (o il marito). Ma in questo caso mi pare assolutamente necessario precisarlo.

- L'intervento farmacologico. Laddove si siano sviluppati anche dei disturbi psicofisici, la somministrazione di farmaci adeguati risulta molto utile per la buona riuscita della terapia.

Ma di quali farmaci lei va farneticando, signor professore? Lei forse allude al bromuro che si dava ai soldati di leva per far si che non andassero troppo a mignotte? Prof Guerreschi, la dipendenza è una cosa seria, una follia del nostro cervello ferito da chissà quali traumi. Se la dipendenza ci fa diventare psicotici, il che può succedere, allora entriamo in una ben diversa, dal punto di vista qualitativo e quantitativo, patologia.

 In generale, se si vuole dare un tempo approssimativo necessario alla guarigione, possiamo indicare un periodo compreso tra i 12 e i 18 mesi.

Cosa è per lei il tempo di  “guarigione”:

-         Il momento da cui si è preso coscienza della malattia ed il momento in cui “sentiamo” di essere, in qualche modo, liberi; pur non escludendo possibilità di ricadute?

-         La stima fatta dal terapeuta circa la durata della terapia, dopo la quale il paziente dovrà proseguire da solo nel lavoro di recupero?

-         Il periodo di tempo che va dalla condizione di totale dipendenza alla condizione di dipendenza controllata?

All'inizio della domanda lei cita tutta una serie di fattori dai quali dipende il tempo di guarigione. Ed alla fine, invece, lei da una quantificazione precisa: un anno/un anno e mezzo. In base a quali dati lei ora quantifica questo tempo? Lei ha mai sentito parlare di tremende ricadute dopo 3,4 mesi di sobrietà?

 Costa molto sottoporsi a una terapia? Lo Stato partecipa o sono costi che i privati sostengono al 100%?
Lo Stato partecipa in parte: la Asl può infatti riconoscere la dipendenza sessuale esaminando la relazione che il terapeuta si impegna a presentare. In questo caso la Asl rimborsa tutti i costi delle terapie che, dopo un iniziale inquadramento diagnostico, sono di 68 euro a settimana.

Che età hanno in media le persone che si rivolgono al Siipac?
Possiamo dire che hanno una media approssimativa di 38-40 anni.

Ad una domanda non interessante non è obbligatorio rispondere in modo altrettanto non interessante. L'età media di un pornodipendente è un dato non significativo ai fini di una conoscenza ulteriore del fenomeno. In base ai dati che possiamo ricavare dalle lettere degli iscritti al nostro gruppo, ritengo che l'età dei pornodipendenti vada dai 12 anni in avanti. La fruizione della pornografia su internet inizia anche prima, ma senza  che -probabilmente- sia ancora sorta il fenomeno della dipendenza.

Io credo, prof. Guerreschi, che se lei leggesse le 7000 lettere del nostro gruppo, probabilmente avrebbe un po' meno certezze.

 

Cesare Guerreschi

Psicologo - Psicoterapeuta,
Supervisore Clinico
Formatore Manageriale
Esperto per problemi di alcol, farmaci e gioco d'azzardo
Ideatore e Presidente S.I.I.Pa.C.
(Società Italiana Interventi sulle Patologia Compulsive)
Ideatore e fondatore della Comunità Terapeutica per il
Gioco d'Azzardo Patologico



 

http://www.psicolinea.it/c_o_l/questioni_di_sex.htm

 
Dottor Walter La Gatta
                                     Psicologo psicoterapeuta in Ancona
        Titolare di Rubriche di consulenza psicologica on line  
        Autore di libri su Salute e Benessere
        CONSULENTE SESSUALE E DI COPPIA
        Conduce seminari di sviluppo personale
        ESPERTO IN PSICOLOGIA DEL LAVORO

 
 
 

PORNODIPENDENZA

 Le pongo il mio problema, che è iniziato circa tre anni fà. Credo di essere internet-porno dipendente!

Ho 37 anni sono sposato da 4 anni e sono papà di una bimba di 18 mesi. Svolgo la professione di ragioniere commercialista e collaboro cono uno studio di consulenza da circa 12 anni. In ufficio mi trovo per la maggior parte della giornata da solo e qui "consumo" il mio tempo nel seguente modo: tutti i giorni scarico una certa quantità di clips porno sul PC dell'ufficio. Durante i download ne visualizzo il contenuto, essi mi procurano una forte eccitazione,  mi masturbo ripetutamente raggiungendo diversi orgasmi fino a stancarmi, dopo qualche giorno con (un certo disgusto) elimino il materiale porno dal PC e mi riprometto di non farlo più, ma...... il giorno seguente ricomincio tutto da capo. Arrivo a trascorrere anche fino a 6-7 ore al giorno.  Sono entrato in un circolo vizioso dove la parte "sana" di me non riesce a controllare quella "viziata", tutto ciò mi crea problemi nel quotidiano, poichè mi ritrovo con il lavoro arretrato e da qualche tempo trascuro "sessualmente" mia moglie, oltre ad una certa disistima di me.

Sono disperato! Vi prego di darmi una risposta con qualche indicazione  in merito.

Vi ringrazio anticipatamente una risposta.

C.

Gentile C.

Che il lavoro di ragioniere commercialista non sia molto creativo lo si sapeva, ma che per rompere la routine i commercialisti escogitassero un metodo di questo genere non era scontato… A parte la battuta, penso che la soluzione stia nell’interrompere i suoi rituali. Cambiando orari ed abitudini, riuscirà a superare questa ossessione del download porno. Lei però è preoccupato o infelice per qualche altra cosa e questo giochino non è altro che la sua personalissima ‘droga’ per non pensare. Vale la pena concentrarsi meglio sui problemi che stanno a monte : è stanco del suo lavoro? Si sente poso realizzato? Non prova più attrazione per sua moglie? Cosa c’è che non va?

Ci pensi. Cordiali saluti.

Dott. Walter La Gatta Ancona

 

Io credo che il dottor La Gatta giochi a fare lo scemo. A meno che, drammaticamente, non giochi...E non so quale può essere l'ipotesi più tragica per i suoi pazienti. Dunque. Il povero C. gli ha scritto una lettera (che è identica alle migliaia di lettere che abbiamo ricevuto nel gruppo), dove scrive "Sono entrato in un circolo vizioso dove la parte "sana" di me non riesce a controllare quella "viziata". E lui, lo psicologo psicoterapeuta in Ancona, gli dice che la soluzione è smettere di guardare la pornografia: il problema di C. è che non riesce a smettere di guardare pornografia e lui, in Ancona, gli dice che la soluzione è smettere di guardare la pornografia.

Graaaaaaaazieeeeee signor autore di libri su salute e benessere. La sua capacità di intuire a prima vista un problema ed indicare la soluzione del problema stesso, questa sua capacità è veramente sorprendente.

 

CHAT EROTICHE

ho scoperto sulla posta elettronica del mio fidanzato che da pochi giorni si e' iscritto ad un sito straniero di chat erotiche. La sera, quando torna a casa, a qualsiasi ora si connette in internet e fa "giochini porno" con una giovane fanciulla che nuda fa quello che lui le chiede. Ovviamente a pagamento...

Appena torna a casa a pranzo controlla che lei non abbia scritto, le scrive circa il loro appuntamento notturno. Fin qui potevo anche dire che era il "desiderio di porno" comune a molti uomini.

Ma ieri ha avuto difficolta' di raggiungere l'erezione con me. La nostra intesa sessuale e' sempre stata perfetta: passionale, fantasiosa, senza tabu'. Siamo innamorati e soddisfatti. Ho 31 e lui 28. Ho paura che questo suo "gioco online" vada a minare il nostro rapporto da un lato; d'altro lato mi domando il perché....

Rita

 

Gentile Rita,

Provi a fare lei, gratis, quello che l’altra fa a pagamento. Se poi lui ha la passione di vedere queste cose sullo schermo del PC, basta attrezzarsi. Provi a proporgli questo gioco.

In ogni caso, parlatene apertamente. Cordiali saluti.

Dott. Walter La Gatta Ancona

 

Dottor Walter Ancona, lei è un vero, distillato, greve e volgare pornografo. Profondamente e colpevolmente ignorante circa la problematica della pornodipendenza. A questo punto credo che la seconda ipotesi da me avanzata nella lettera precedente sia la più realistica.

 


 http://www.encanta.it/psicologia44.html

 

risponde il dr. Vincenzo Masini

Perché gli uomini guardano i porno, domanda una lettrice. Senza eccessi, fa parte della natura maschile. Una passione da lasciare vivere senza stressare, e stressarsi.

Perchè gli uomini guardano i porno?

“Può sembrare un domanda stupida... ma da un po’ di tempo un dubbio mi gira spesso per la testa... e visto che con il mio ragazzo ho un dialogo molto aperto e parliamo molto, un po’ di tempo fa gli ho chiesto (semplicemente per curiosità e per capire meglio ‘l'universo maschile’) perche gli uomini sento il bisogno di guardare materiale porno anche se hanno la ragazza e una vita sessuale soddisfacente...? Un mio caro amico confidandosi mi raccontava che lui stesso non capiva perchè quando aveva la ragazza e andava più che bene a tutti i livelli era quasi ossessionato dal porno... quando invece si sono lasciati non ci pensava più... io ho detto al mio ragazzo che non ho ancora conosciuto un uomo che non guardasse regolarmente o quasi i porno e che sono arrivata a pensare quello che da una vita mi dice mia mamma cioè che gli uomini sono geneticamente diversi dalle donne e che è normale che guardino i porno o che guardino ‘le belle ragazze che passano’ con occhio diverso da come potremmo noi guardare un ragazzo e in più mi diceva che noi donne dovremmo accettare che gli uomini prima o poi fanno le corna... possono passare anche anni ma prima o poi lo fanno....... a me faceva male sentire quelle cose... non potevo credere che sulla faccia della terra non esistesse un uomo che si salvasse da questa ‘legge naturale’ che sembrava che giustificasse l'uomo... ma tornando al discorso dei porno, il mio ragazzo mi ha detto che secondo lui, i ragazzi che guardano i porno quando hanno la ragazza, è perché sono insoddisfatti… allora io gli ho detto che quindi TUTTI gli uomini sono insoddisfatti!
Il sesso fa parte di noi e non bisogna vederlo come qualcosa di sporco ma come un dono di Dio! per questo vorrei capirci di più... “

La visione di un bel seno è una visione eccitante ma, a volte, è più eccitante la visione di un seno non bellisssimo che quella, bellissima, della propria moglie solo perchè l'eccitamente deriva dalla sorpresa stimolante della novità.
L'immagine di una donna che si spoglia scatena un processo di eccitazione nel maschio perché attiva la sua sessualità.
Dopo un po’di tempo quell'immagine, anche la più attraente e sensuale, non eccita più e per provare lo stesso effetto il maschio cambia immagine. Il porno è un eccesso... a volte osceno... ciò che è osceno per qualcuno diventa però eccitante per un altro e viceversa.
Il principale problema che la sessualità oggi vive è la tragica diffusione della eccitazione in tutte le sue forme.
Un maschio riceve circa 500 stimoli erotici al giorno e ciò produce una tensione di sovraccarico che può condurre o alla iper eccitazione o all'impotenza.
Prima di produrre tali effetti la sindrome da eccitazione conduce ad una visione ed ad un vissuto di sessualità tutto incentrato sulla fase eccitatoria del rapporto e molto poco sulla fase fisica tattile e sulla fase orgamisca. Del resto l'eccitazione si può vendere mentre l'orgasmo no.
Ed allora la fase preparatoria del rapporto assume una importanza straordinariamente grande perché, più che il piacere - in genere ridotto ad un attimo culminante - viene vissuto dal maschio una sorta di delirio eccitatorio che è confuso dalla femmina con la ‘dolcezza dei preliminari’ e ‘il narcisismo di sentirsi desiderata’. Per fortuna l'equivoco non si disvela altrimenti ci sarebbero molte più crisi e incomprensioni.
Per tranquillizzarla un po’ debbo però proporle una riflessione semplice sul rapporto che corre, nella mia automobile tra motorino di avviamento e motore.
Il motorino di avviamento serve per far partire il motore; se infatti la macchina non parte e innesco la marcia con l'energia del motorino di avviamento la macchina fa ben poca strada (qualche metro e poi si scarica la batteria), se invece il motore si mette in moto (e nessuno lo spegne) la macchina rimane in moto per ore, giorni o anche anni (sempre che si rifaccia il pieno di benzina). Con ciò voglio minimizzare l'importante del motorino (l'eccitazione) e sottolineare quella della passione (il motore) sempreché non venga spento (come in genere accade) dall'intrusività del pensiero femminile (e femminista) che va a domandarsi cose che non appartengono al suo vissuto senza peraltro disporsi a comprendere come il vissuto sessuale dei maschi sia ben diverso da quello delle femmine e che se i maschi si intrufolassero allo stesso modo nelle pieghe sentimentalistiche delle femmine (aprendo gli occhi sull'erotismo femminile nel seguire una telenovela, ad esempio - luogo principe della masturbazione femminile -), ne ricaverebbero delusioni enormi.
Masini
Ho riletto tre o quattro volte questo testo cercando di rintracciare dei nessi logici , delle idee "chiare e distinte" (come il nostro Cartesio riteneva fossero indispensabili per ogni ragionamento) in quello che scrive l'esimio Masini, ma sinceramente non ci sono riuscito. A questo punto, non potendo ipotizzare che il dott. Masini abbia le idee così poco chiare e distinte, l'unica ipotesi è pensare che ci siano stati dei refusi tipografici.
In particolare sarebbe interessante capire cosa vuole significare il nostro quando dice "più che il piacere  viene vissuto dal maschio una sorta di delirio eccitatorio che è confuso dalla femmina con la ‘dolcezza dei preliminari’ e ‘il narcisismo di sentirsi desiderata’". Caro “esperto”, dovresti sapere che nel rapporto sessuale  piacere e delirio eccitatorio sono due modi di definire la stessa emozione. E, per un maschio,  l'emozione piacere/delirio (nel senso pregnante e profondo delle due parole), per poter sussistere presume l'esistenza di dolci preliminari e presume che anche la femmina provi la stessa identica emozione.
Mi sembra, poi, che sia ingiusto verso il maschio dire che solo la donna desideri "sentirsi desiderata". E mi sembra assolutamente triviale definire "narcisismo" questo commovente moto dell'animo umano.
Ma il Masini raggiunge Invece, vero, assoluto ed incomprensibile delirio ipermaschilista/misogino/masochista  quando fa tutto il discorso sulla intrusività del pensiero femminile.
 
Vincenzo Masini, vieni nel nostro gruppo e leggiti tutte le lettere delle donne pornodipendenti e delle donne dei pornodipendenti. E poi  discutiamo un po' del vissuto sessuale dei maschi ben diverso da quello delle femmine.
Vincenzo Masini, la madre della ragazza che ti ha scritto forse è una persona non molto colta, in ogni caso appartenente ad un’altra generazione. Ed  aveva torto marcio, perché era succube della stolta cultura maschilista allora dominante. Ma tu?

Benedetta Mattei
Psicologa, Consulente in Sessuologia Clinica
Dopo una formazione iniziale in psicologia del lavoro e delle organizzazioni, ha conseguito un master in Scienze organizzative presso la S3 Studium di Roma specializzandosi nel settore selezione e formazione.
Ha frequentato l'ISC - Istituto di sessuologia clinica dove ha conseguito il diploma di consulente in sessuologia clinica. Attualmente è iscritta alla Scuola di specializzazione in Psicoterapia breve ad approccio strategico (ISP).
Lavora nel campo delle risorse umane presso una struttura privata ed esercita la libera professione presso uno studio andrologico.
Iscritta all'Albo dell'Ordine degli Psicologi del Lazio.

http://www.opsonline.it/?m=show&id=3974

Gentile Dottore,
le scrivo in merito ad una persona a cui sono legata da 4 anni.
All'inizio del nostro rapporto, le evidenti "stranezze" da me avvertite e sottolineate lo spinsero a confidarmi che aveva problemi di pornodipendenza (problema attualmente molto diffuso e di cui, credo, si parli troppo poco) e spesso sentiva l'esigenza di andare a prostitute.
Attribuiva questi comportamenti all'insoddisfazione avvertita nel suo precedente rapporto. Mesi fà, alla luce di comportamenti poco chiari, lo metto spalle al muro e vengono fuori 4 anni, i MIEI 4 anni, in cui gli stessi comportamenti si sono ripetuti.
Le parlo di ore passate a masturbarsi davanti al pc, telefonate erotiche e anche prostitute. Comportamenti che hanno coinvolto e minato la sua sfera economica, lavorativa (è un professionista), sessuale ed affettiva (se consideriamo i continui squilibri che tale situazione ha apportato alla nostra storia).
Prossima alla laurea in psicologia ho cercato di comprendere "il problema" da una certa angolazione, non perdendo di vista soprattutto la disperazione con cui il mio compagno mi ha raccontato la sua condotta, disperazione che proveniva più dal senso di dipendenza che avvertiva, piuttosto che dal timore di perdermi.
Sono certa dell'amore che prova per me e anche del senso di attrazione che nutre nei miei confronti ma parallelamente a questo ho fatti che mi dicono il contrario.
Le chiedo di "inquadrarmi" il problema, è una dipendenza, una mancanza di equilibri, una patologia?
E soprattutto c'è una possibililità che quest'uomo viva la sua sessualità in modo sereno e maturo?
La ringrazio in anticipo.
In attesa di una risposta le porgo i miei più cordiali saluti.

Risposta
Salve,
da quello che mi dice, potrebbe trattarsi della cosiddetta sexual addiction ovvero la dipendenza sessuale, in questo caso sicuramente grazie all'aiuto di un terapeuta sessuale questa persona potra' ritrovare la sua serenita', mi rendo conto pero che anche il vostro rapporto e' stato minato e bisognerebbe quindi capire quanto anche questo disagio possa essere correlato alla vostra relazione; di certo i suoi studi la potranno facilitare nel gestire la situazione ma e' fondamentale il parere ed il sostegno di un terapeuta esterno.
In bocca al lupo

benedettamattei@tiscali.it
 
Io credo che benedetta sia una persona abbastanza distratta, tanto da non prestare attenzione né a quello che legge né a quello che scrive. Vediamo.
La prima parola della sua lettera è "salve". A Roma la replica immediata a questo salve sarebbe "salve sto cazzo!": la ragazza scrive una lettera abbastanza disperata ("i MIEI 4 anni"), parla della disperazione del suo compagno e lei risponde "salve". Tanto valeva che ci mettesse anche il punto interrogativo!!!
La ragazza dice "lo spinsero a confidarmi che aveva problemi di pornodipendenza". Quindi la ragazza (prossima alla laurea in psic) la diagnosi  la aveva fatta: pornodipendenza. E l'inneffabile benedetta dice "potrebbe trattarsi della cosiddetta sexual addiction": la ragazza le chiede di "inquadrare" il problema  e lei risponde potrebbe trattarsi, e poi dice "la cosiddetta sexual addiction"; la cosiddetta, tanto per aumentare l'incertezza della ragazza: ma, cavolo, benedetta, la sexual addixcion è codificata addirittura nel DSMIV (il che è tutto dire: se sta lì, vuol dire che anche i sassi lo sanno) e tu dici cosiddetta. E poi a lei, laureanda in psicologia, fai pure la traduzione dall'inglese in italiano (a scanso di equivoci!). Però poi ti riprendi, e, alla richiesta di chiarezza da parte della ragazza, tu dai una risposta veramente geniale e risolutiva: "sicuramente grazie all'aiuto di un terapeuta sessuale questa persona potra' ritrovare la sua serenità": l'uomo della ragazza è disperato perché ha coscienza di essere  dipendente, il comportamento dipendente "ha coinvolto e minato la sua sfera economica, lavorativa (è un professionista), sessuale ed affettiva", cioè ha distrutto la sua vita, e tu gli dai la solita ricettina stitica che dai a tutti, con la quale ritroverà la serenità. Lui è pornodipendente perché non è sereno.Poi la ragazza dice che anche nel rapporto precedente lui aveva gli stessi comportamenti di adesso e poi lei, la ragazza dice con grande lucidità "Comportamenti che hanno coinvolto e minato la sua sfera economica, lavorativa (è un professionista), sessuale ed affettiva (se consideriamo i continui squilibri che tale situazione ha apportato alla nostra storia)" e tu le dici "mi rendo conto pero che anche il vostro rapporto e' stato minato". Ma benedetta, ma sei proprio scema, è lei che te lo ha detto, non tu che te ne sei resa conto che il rapporto tra i due è ormai minato. E poi diventi grottescamente cattiva: la ragazza ti dice che già con il rapporto precedente lui si comportava in quel modo, poi dice "se consideriamo i continui squilibri che tale situazione ha apportato alla nostra storia" (hai capito benedetta? la ragazza dice "che tale situazione ha apportato alla nostra storia" , cioè che la situazione di dipendenza ha portato continui squilibri alla loro storia) e tu le dici "bisognerebbe quindi capire quanto anche questo disagio possa essere correlato alla vostra relazione". In altre parole: cara ragazza, ma sei sicura che non sia anche tu un po' responsabile della pornodipendenza del tuo uomo? Ne ho sentiti tanti di voi medici della mente dire questa cosa alla donna di un pornodipendente. Ed è veramente orribile.

 


 

 

 

 

 

 

 

 
   
 
Il gruppo noallapornodipendenza
 
Il form di iscrizione al gruppo noallapornodipendenza