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Noi ci
perdiamo nella pornografia quando stiamo bene e quando stiamo male, quando ci
sentiamo soli e quando abbiamo accanto qualcuno che ci ama e ci stima, quando
siamo stressati e quando siamo rilassati, tristi e allegri, depressi ed
euforici, frustrati e realizzati. E poi questa dipendenza cattura le persone più
diverse: uomini
e donne, sposati e non sposati, giovani ed adulti, credenti e non credenti,
omosessuali ed eterosessuali, colti e meno colti, senza soldi e con soldi, belli
e brutti, aggressivi e remissivi, introversi ed estroversi.
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Si può vincere
la dipendenza dalla pornografia, ma bisogna convincersi che non è legata a
nessuna nostra particolare
condizione esistenziale, carenza di affetti, disagio diffuso, stress, bisogno di
fuga dalla realtà troppo dura ecc.
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E
perché,
allora, diventiamo dipendenti dalla pornografia? Perché lei ci piace
profondamente, ha su di noi una capacità attrattiva ed evocativa strepitosa.
Tanto da farci negare i valori più importanti della nostra vita, da non farci
vedere la sofferenza delle persone che più ci amano e che più amiamo, da non
farci rendere conto che rischiamo di perderle, che rischiamo di perdere la
nostra vita.
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Io credo che
non dobbiamo e non possiamo cercare al di fuori di noi le cause della nostra
dipendenza.
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Tutte le
motivazioni "altre" dalla nostra volontà servono soltanto per autogiustificarci
e per permetterci di continuare nella nostra follia. Noi cominceremo ad uscire
dalla nostra dipendenza nel momento in cui ci assumeremo la piena responsabilità
della nostra scelta pornografica.
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